Prima recensione a "Il canto oscuro"

E' di ieri la notizia dell'uscita sul mercato de "Il canto oscuro", il romanzo di Alessio Brugnoli che ha vinto il Premio Kipple 2011, e già cominciano a uscire le recensioni. Il Gazzettino del Tirreno dedica al libro digitale un articolo piuttosto lungo:
“Il canto oscuro” , inserito, a mio modesto avviso, in maniera parecchio riduttiva e quasi  “meccanicamente” nel sottogenere fantascientifico dello steampunk, è  in realtà un romanzo polivalente, una piccola  grande summa moderna refrattaria a certe troppo facili categorizzazioni, apprezzabile con facilità dagli appassionati di storia ai cultori dell’arte, dagli amanti del giallo fino agli estimatori del romanzo d’autore italiano, europeo ed internazionale del primo novecento.
Se in effetti  la costruzione esteriore, la trama, l’intreccio, sono, come ben si legge nella presentazione online dell’opera, “un ottimo esempio di steampunk di ambientazione romana”, e pur rispecchiando in pieno le ambientazioni vittoriane  e   tutti i canoni entro cui si muove questa corrente letteraria ( anche nel romanzo di Brugnoli hanno un ruolo fondamentale  “macchine a vapore” e enormi, pionieristici, computatori  ),  in verità  dietro a questo grande lavoro c’è tutta una complessa costruzione creativa e artigianale degna di un sapiente faber della parola come anche di un raffinato maestro orologiaio svizzero.   Non si possono non riconoscere a prima vista le  suggestioni di un Carlo Emilio Gadda – ad esempio certe atmosfere e una certa umanità ricollegabile a “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana"  - o ancora di Tomasi di Lampedusa ( non a caso il  Principe di Salina figura fra i personaggi del romanzo a simboleggiare la sempreverde sindrome da gattopardismo che attanaglia  la penisola ), e ancora di D’Annunzio– Rapagnetta che fa capolino a Centocelle, o di Thomas Mann ( agevole il parallelismo fra i principi Conti e i Buddenbrook ) che l’autore sapientemente centellina.Il romanzo nasce dalla grande passione con la quale Brugnoli osserva il mondo, dalla profonda curiosità con la quale il narratore guarda all’altro, a chi gli sta accanto, osservandone movenze e atteggiamenti, e ancora dalla passione per l’ucronia che lo porta, come dice egli stesso, ad << immaginare destini alternativi delle persone che conosco o immaginare la vita di chi incontro per caso>>, esempio di ciò ne sia la nutrita e variegata umanità che percorre tutte le pagine, ora abulica e indolente ora di “pescecanucoli” alla Gadda ( di quelli che “vivendo sott’acqua d’appetito e di sensazioni fagiche in genere, il grigiore o certa opalescenza superna del giorno era luce, per loro: quel po’ di luce di cui avevano necessità” per dirla proprio con le parole di Gadda ), dal “bullo”er Tinea all’autista di Andrea, Giuseppe, da Francesca a Marco Ajello etc.
 La trama si sviluppa in una straniante Roma di inizio 900, ancora governata dal “Papa Re”, dal potente clero e dalle un tempo potentissime casate nobiliari, dagli intrighi dei quali scaturisce il “fattaccio” che vedrà coinvolto Alan Stuart.
Fra  “macchine infernali” guidate pazzamente dal buon Giuseppe (che ricorda Marinetti sia per l’amore verso i motori ma anche per il pessimo stile di guida) e “tra eleganti teatri dell'opera, antiche residenze decadute, bische e la classica Roma sparita”, si muove il protagonista, principe Andrea Conti, svogliato professore universitario ma (non a caso conoscendo Alessio Brugnoli) grande conoscitore e appassionato d’arte che, girovagando per le vie di Roma ne decanta i fasti così come ne tratteggia degrado e magagne. Così mentre Andrea  – alla bocca del personaggio Brugnoli affida memorabili pennellate narrative di una Roma monumentale e artistica che è anche un’impareggiabile guida per cultori e turisti - osserva il cornicione sovraccarico di Palazzo Madama, i cui comignoli si trasfigurano in gnomi bizzarri che spuntavano come debiti, o mentre riflette sulle opere di Veermer  o  ancora mentre narra a  Francesca (napoletana verace, cittadina del Regno delle Due Sicilie che, nonostante i lunghi anni trascorsi  nella Città eterna, si sente ancora come un’ospite a Roma) la storia della torre della scimmia, egli diviene investigatore involontario e testimone e perplesso di una temperie rivoluzionaria tecnologica e politica, fra servizi segreti papalani deviati da una parte, giacobini, anarchici della Mano Nera e bolscevichi dall’altra e ancora , anacronistici ministeri delle diligenze, scrivani pubblici da una parte, poste pneumatiche, automobili, computatori, dirigibili, telefoni etc. dall’altra.
Ma, come dicevo, sotto la trama superficiale, si intese una fitta rete di sotto racconti che narrano le vicende di una Roma (e d’una Italia tutta) immobile e immutabile, letta con gli occhi di chi osserva la propria terra sin nel profondo, seppur con tratto apparentemente sornione e disincantato e comunque sempre pervaso da una piacevole leggerezza che diviene a tratti ironica e satirica nei confronti di una società che, pur avendo cambiato spessissimo nei secoli forme di governo, leggi e persino confini politici, mantiene intatti i propri difetti.
Non mi resta che invitarvi alla scoperta di questi universi paralleli, che l’ottimo Brugnoli ci regala, potendovi assicurare una lettura gradevolissima e veloce, capace di divertirci, di farci viaggiare nel tempo e nello spazio e soprattutto di nutrirci con una vena che, oltre ad essere ludica, diviene anche profondamente didattica per via del  robusto strato culturale e artistico di cui si intesse.
Vi ricordiamo che l'eBook è in vendita qui al prezzo di 2,5€, con download simultaneo doppio (versione sia epub che mobi) ed è senza lucchetti digitali DRM.

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