Peter Kolosimo: l'inventore della cospirazione

Oggi, oltre a essere il 51° compleanno di Andreas Eschbach (lo ricordate nel romanzo "Miliardi di tappeti di capelli?"), nasceva nel 1922 Peter Kolosimo (morto nel 1984): celeberrimo scrittore divulgativo italiano degli anni '70 che portò il giornalismo cospirazionalista al grande pubblico.
Già ho introdotto un elemento di giudizio, definendolo così. Effettivamente la si potrebbe chiamare divulgazione alternativa, ricerca autonoma, ma io vedo una distanza incolmabile tra il fenomeno Wikileaks, per esempio, e Kolosimo.
Kolosimo faceva ipotesi balzane, (vado a memoria) collusioni Egizi-alieni, potenti civiltà Atlantidee, pianeti esplosi all'interno del nostro Sistema Solare, dinosauri non estinti e via dicendo. Wikileaks riporta dati puri che lascia poi all'utente il compito di interpretare. Certo si può credere che Wikileaks sia inattendibile, così come Kolosimo & company, ma ripeto, c'è differenza tra divulgazioni di dati e diffusione di teoria assolutamente non dimostrate.
Purtroppo, sembrerà strano, ma 400 anni dalla nascita, ancora la gente (che crede al giornalismo cospirazionalista) non ha ben compreso il concetto di Scienza.
La Scienza si basa sul metodo sperimentale, che consiste nel sperimentare un fenomeno attraverso l'osservazione (di tutte e cinque i sensi umani e, se necesario, anche di sensori artificiali) e della costruzione di una teoria che sia in accordo con la più ampia parte di osservazioni raccolte.
E non il contrario (prima si formula l'ipotesi e poi si cercano gli indizi che la avallano, trascurando quelli che vanno contro).
Le ipotesi di Kolosimo e di tutte le migliaia di "seguaci del giornalismo cospirazionalista" sono basate su elementi indiziari (lontani anni luce da vere e proprie prove) parziali (cioè di parte, appositamente selezionate scartando tutto ciò che va contro).
Capite? La Scienza (sarà fredda, asettica, poco affascinante, se volete, ma è "priva di giudizio" e questo dovrebbe essere ala base di ogni disciplina umana, e, nelle democrazie che funzionano, è alla base dello Stato e del vivere civile.
Sostenere ipotesi indimostrabili è, permettetemi l'allegoria, appoggiare la ditattura. Non a caso la Scienza tiene nascoste le ipotesi poco credibili e divulga solo quando la teoria (per esempio quella del Big Bang) sembra confermata da molti (e seri) studi,
non per nascondere la verità in accordo con i governi per chissà queli motivi (Delusione per tutti gli ufologi, Wikileaks non ha intercettazioni che parlano di alieni nascosti!), ma per non divulgare ipotesi false. Mi sembra più che ovvio, no?
E no. Non è chiaro per niente, visto che siamo ancora qui a parlare se siamo stati sulla Luna. A me sembra di essere tornati al medioevo della comunicazione.
Disinformati di tutto il mondo mettono in ridicolo la Nasa per un loro desiderio cospirazionalista. Sulla Luna ci sono state diversi sbarchi, perché parlare di uno solo? E' il metodo dell'esclusione degli elementi contrari all'ipotesi. Non se ne parla.
Non mi fate poi parlare di stelle, ombre, e bandiere che non c'entrano nulla, andate a studiarvi fotografia astronomica e fotomontaggio promozionale. Andate e informatevi, se le vostre letture sono solo Kolosimo siete di parte.
Cosa cambia nella Storia il fatto che due uomini abbiamo calpestato della sabbia lunare? Nulla.
Tornate sulla Luna e vedrete le orma, sono ancora lì, visto la quasi assenza di vento.
Infine, a ognuno io suo mestiere.
Senza dubbio Kolosimo ha il merito di essere stato un grande precursore della materia, un grande scrittore. E voglio spezzare anche una lancia in suo favore: vide giusto (alla fine degli anni 70) che Saturno avrebbe potuto avere 22-23 satelliti (allora se ne conoscevano mi pare 6 e circa altrettanti ne vennero scoperti dalla sonda Voyager nel 1980): allora sembrava una follia, oggi se ne contano 60 e si è smesso di chiamarli satelliti perché siamo arrivati a contare i sassi.
Ma a parte questa "incredibile intuizione" (che io la farei rientrare nel novero delle giuste probabilità), nient'altro.
Infatti tutte queste "montature" (chiamiamole col proprio nome) sono costruite da giornalisti e scrittori che poi si trincerano sotto titolature non esatte (o addirittura inventate),
come archeologo, astrofisico, ingegnere o, peggio ancora, il generico "scienziato". Se poi si va a indagare (a parte le bufale plateali) si scopre che nessuno ha veramente fatto quel mestiere (per questo motivo si chiede il numero di pubblicazioni scientifiche), ma sono solo titoli di laurea.
Quante volte succede! Chi si laurea in architettura si chiama architetto, esiste una schiera di fisici, matematici e storici che lavorano in call center e chiedono alla gente con quale frequenza cambia lo spazzolone del cesso, Salvo poi chiudersi nella stanzetta di casa e scrivere un libro
sull'ipotesi di un'inseminazione aliena sulla Terra, citando tutte le prove che fanno comodo senza mai aver veramente applicato il metodo sperimentale. Galilei si rivolterebbe nella tomba, e loro non sanno nemmeno il perché.
Non crediate infine che uno scrittore di fantascienza (che avrebbe tutto il diritto di elucubrare su queste cose, visto che non millanta lauree specialistiche, ma la sua bella e brava fantasia) sia per forza un cospirazionalista.
Anzi, proprio perché la "massa", da Kolosimo, sembra accettare sempre di più la concezione di una Scienza "Governativa Oscurantista", il vero "fantasista", il fuoriclasse dell'invenzione, si volge dall'altra parte, vedendo il fenomeno (questo sì fantascientifico) come un'isteria collettiva,
un incoscio collettivo junghiano in avanzata fase REM, un effetto collaterale della globalizzazione, un virus letale che ci trasformerà tutti in baccelloni.
Lo diceva Edgar Varése, musicista elettronico quando l'elettronica non si sapeva nemmeno esistesse (anni 30): "L'avanguardia, non esiste. Ci sono solo persone un poco in ritardo."
Come direbbero i Testimoni d Geova: "Svegliatevi!"

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