Wu Ming e il New italian Epic - Frame 2: Connettivismi laterali

Wu Ming traccia un percorso critico letterario (italiano) inquadrato nel periodo storico che va dal Crollo del Comunismo/Seconda Repubblica fino a oggi (1993-2008).
Vediamo quali sono gli elementi del New Italian Epic (NIE):
- È una rete di opere e non un gruppo di autori (cioè sono le opere che hanno un carattere Nuovo ed Epico, non necessariamente l’autore, quindi non tutte le opere degli autori che le hanno scritte ne fanno parte).
Queste opere:
- Hanno un carattere Epico (nel senso più ampio, non solo classico, del termine, realizzato soprattutto sui toni, sui sensi figurati, sui riverberi dei significati dei termini, sul desiderio di spazio, di sopresa, di avventura).
- Si prendono sul serio (che non significa che sono seriose, anzi contemplano anche l’ironia, la parodia e il sarcasmo, ma non negli eccessi del “postmodernismo” anni 80 e 90). Quindi hanno un carattere Etico, sia nei confronti della politica, sia e soprattutto nei confronti della letteratura stessa. Sono molto curati stilisticamente e narrativamente, fin nei minimi dettagli, senza trascurare il loro carattere olistico, il colpo d’occhio d’insieme.
- Sono tutte pervase dall’allegoria (Wu Ming propone il ternime “Allegoritmo”, da allegoria + algoritmo).
- C’è quasi sempre una preoccupazione per il futuro, spesso affrontato con elementi di fantasia, fantascienza e realtà alternative (modalità narrative predilette sono l’ucronia e/o la storia alternativa).
- Importante è il punto-di-vista, che spesso è inconsueto, incompreso, spiazzante, “perturbante”.
- Molto spesso sono ambigue, una sintesi di fiction e non-fiction. A volte sono docufiction, altre storia e/o cronoca riletta e reiterpretata.
- Fa sempre riferimento alla popolar culture, con cui s’intende una certa cultura di massa e underground  (insomma non la pop-art falso iconoclastica - e quindi iconografica -, nemmeno il Grande Fratello, ma i fumetti, la musica del mondo postrock, certa elettronica non manierista, eccetera).
- Sovente presenta una certa sovversione subliminale, nascosta, nello stile, nel montaggio, nell’impianto delle storie (in pratica la sperimentazione è “sottile”, appena percepibile, non più fine a se stessa, ma alla storia).
- Spesso presenta delle deviazioni, delle perturbazioni nella storia, nel punto-di-vista dell’io narrante, dello stile, a volte, impercettibili, lessicali, grafiche od ortografiche.
Insomma epico-etico-allegorico-pop-perturbante. Ecco gli aggettivi della più nuova (nel senso più profondo del termine) ventata letteraria italiana.
Ma veniamo alle opere. Sono consiederate parte della ragnatelas NIE:
54 e Manituana (Wu Ming), Black Flag (Valerio Evangelisti), Nelle mani giuste (Giancarlo De Cataldo), La rpesa di Macallé (Camilleri), L’ottava vibrazione (Lucarelli), Cristiani di Allah (Carlotto), Hitler (Giuseppe Genna), I viaggi di Mel e La banda Bellini (Philopat), Lezioni di tenebra (Helena Janeczok), Gomorra (Saviano), Una storia Romantica (Scurati), L’angelo della storia (Bruno Arpaia), Scirocco (Girolame De Michele), Il diavolo custode (Luigi Balocchi) e poi libri di Alan D. Altieri, Marcello Fois, Luca Masali e molti altri.
A questo punto è impossibile notare che il Connettivismo abbia molti caratteri del NIE e che si compenetri naturalemente. Innazitutto l’indole aperta, da “open source”, da “campo di forza”: il Connettivismo, come il NIE non è un gruppo di persone, ma un modo di essere delle opere.
Poi: i generi prediletti (ucronia, fantascienza, storia alternativa), il riferimento alla popular culture,  la “serietà” etica verso la letteratura e la sociopolitica, i punti-di-vista inconsueti, la sovversione subliminale, le perturazioni delle storie e degli stili e, anche la mescolanza tra narrativa e saggistica.
Tutte queste prerogative si possono scoprire leggendo le quindici e passa uscite di NeXt (la rivista Connettivista) e il sito www.next-station.org dove si alternano narrativa, saggistica, poesia e arte figurativa.
E se, devo proprio scegliere alcune opere Connettiviste che senza dubbio fanno parte del NIE (quindi dei romanzi editi che hanno queste caratteristiche, ma che sono soprattutto Nuove ed Epiche) sono Ptaxghu6 di Sandro Battisti e Marco Milani, I caldi sensori di Paula di Claudio Gavina, Il Grande Tritacarne e Gli occhi dell’Anti-Dio di Lukha Kremo Baroncinij.
(segue nel prossimo post, domani)

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