Sullo Steampunk e sul Premio Kipple 2011

Un interessante articolo indaga i molteplici rivoli dello Steampunk, rendendone chiare le origini. Su UrbanFantasy.Horror.it. In questo filone trova il suo posto anche Il canto oscuro, di Alessio Brugnoli, vincitore dell'ultimo Premio Kipple, in vendita sia in cartaceo che in eBook senza DRM:
Un ottimo esempio di steampunk di ambientazione "romana": un panorama d'inizio secolo in cui le sorprese tecnologiche non mancano e l'azione si snoda tra eleganti teatri dell'opera, antiche residenze decadute, bische e la classica Roma "sparita". Sullo sfondo di un'indagine, partita per scoprire il responsabile di un crimine, si muove il principe Andrea il quale diventerà, suo malgrado, testimone di un tempo di trasformazione, un tempo che segnerà l'avvento di un nuovo modo di concepire l'elaborazione elettronica.
Ecco perché è salutare parlare di questo sottogenere come di una risorsa per tutta la SF e il Fantastico, in senso lato. Per illuminarvi meglio, incollo qui sotto il post di UrbanFantasy.Horror.it. Buona lettura...
E se la storia avesse preso una piega diversa? Se il mondo andasse… a vapore?
E’ in questo “what if” che si pone lo steampunk, un genere letterario che nasce verso la fine del XIX secolo e che, almeno nel suo avvento in epoca tardo-vittoriana, fu classificato come fantascienza. Solo da pochi anni ha assunto dignità e fisionomia propria, specie con l’avvento di scrittori quali China Mièville, Paul di Filippo e James Gurney che hanno mescolato universi paralleli a sviluppo industriale e romanzo scientifico. Recenti poi sono i romanzi di Alexia Tarabotti, che ha mescolato fantasy puro a steampunk, creando un universo alternativo e originale.
Ma cosa è precisamente lo steampunk? Questo genere riguarda romanzi la cui ambientazione è, nella stragrande maggioranza dei casi, la Londra Vittoriana, in un mondo a metà strada tra la città di Sherlock Holmes, quella di Jack the Ripper e quella di H. G. Wells. In esso dominano le macchine che vanno a vapore, vi sono automi meccanici, esiste una tecnologia informatica su base analogica, viaggi spaziali e i costumi sociali sono rigidamente codificati. Le atmosfere e le ambientazioni di Conan Doyle, Jules Verne, H.G. Wells sono lo scenario prediletto di questo genere letterario che mescola rigore scientifico alle infinite possibilità dell’evoluzione umana.
Oggi, il concetto di steampunk è diventato un unico contenitore che ricomprende la narrativa fantastica ambientata in un XIX secolo alternativo e non solo: vi sono anche i romanzi scientifici che si ispirano a Wells e Verne  o alla rivoluzione industriale, e sono ammessi influssi fantascientifici, noir, gothic o horror. Spesso, la parola steampunk è associata all’ ucronia (letteralmente significa “nessun tempo”) che potrebbe rappresentare la vera chiave di lettura del genere. In realtà, indica un mondo in cui la storia umana ha percorso strade alternative, generando una realtà parallela, diversa o  - appunto – alternativa, in cui l’evoluzione sociale, politica e tecnologica ha avuto esiti imprevedibili, magari con il condimento di società segrete e complotti politici (un esempio: il romanzo “La svastica sul sole” di Philip K. Dick).
Questo genere letterario preconizza una società dove il vapore ha fortemente condizionato la tecnologia. Persino astronavi e aeromobili si avvalgono di questa forza. Altra componente essenziale è il metallo. Ferrovie, navi, armi, macchine per il sapere (calcolatori simili a computer) semplici oggetti di uso quotidiano: tutto è dominato dal ferro, dall’ottone, dal nickel… persino la biancheria intima. Corsetti vittoriani  dall’anima rigorosamente di metallo per tenere a freno eroine disinvolte e sprezzanti del pericolo. E’ l’apoteosi della macchina, inserita come entità invasiva, quasi protagonista assieme ai personaggi (umani e non).
Questo riguarda la maggior parte della produzione cinematografica e letteraria. Esistono anche altri setting, quale ad esempio lo steampunk western (come Wild Wild West), il sandal punk (ambientazione greco o romana) o lo steampunk medioevale (Un americano alla corte di Re Artù, di M. Twain).  Vi sono anche contaminazioni con il fantasy puro e il weird: la magia si mescola al mondo delle macchine, così come accade nei romanzi del ciclo di Perdido Street di Mièville o in quelli di Bill Pullman. Tuttavia la loro importanza è marginale rispetto alle storie ambientate appunto nell’era del vapore, the age fo steam.
Lo steampunk si trova a suo agio non solo con la carta stampata ma anche con le nuvolette animate. I fumetti di genere rappresentano una fetta di produzione cospicua, a cominciare dalle graphic novel della serie League of extraordinary Gentelmen (tra cui annoveriamo come protagonisti Mina Harker – vampirizzata – Dorian Gray e Tom Sawyer), da cui è stato tratto un film nel 2003. Questa è solo la punta di un iceberg sconosciuto ai più: esiste una produzione fumettistica vastissima, sia occidentale che orientale, con manga ed anime come Il castello errante di HowlI Cieli di Escaflowe, Full Metal Alchemist e Il mistero della Pietra azzurra, quest’ultimo direttamente legato all’immaginario di Verne.
E’ sul grande schermo che lo steampunk trova maggiormente spazio: I tre moschettieri, da poco sui nostri schermi, vede navi a vapore e attrezzature da palombaro assolutamente anacronistiche; Van Helsing (con Hugh Jackman), nel quale il cacciatore di vampiri diventa un testosteronico campione di volo chiamato a distruggere una clinica della fertilità ante litteramPiramide di Paura (con un giovanissimo Sherlock Holmes), Ritorno al Futuro III (puro esempio di western steampunk) The Prestige, Wild Wild West, Vidocq (una produzione francese con G. Depardieu davvero originale) e soprattutto Sherlock Holmes di Guy Ritchie, in cui l’aderenza al personaggio di Conan Doyle è minima, ma è forte la contaminazione dello steampunk. Vi sono anche serie televisive che hanno pesato a piene mani nel mondo dello steampunk: basti pensate che l’ultimo speciale natalizio del Doctor Who (2010) è ambientato a metà tra un’astronave del futuro e un mondo alternativo dominato dal vapore in cui esiste da criogenia e dove le nuvole possono essere comandate da una sorta di megacomputer con i pulsanti d’ottone.
Un discorso a parte va fatto per la trilogia della Bussola d’oro di Bill Pullman. Taluni la riconducono al fantasy puro, ma gli elementi meccanici di cui si avvalgono i protagonisti, a cominciare proprio dalla Bussola di Lyra, sono sicuramente riconducibili alle categorie dello steampunk. A maggior ragione, questa riflessione può applicarsi alla riduzione cinematografica, per cui questi romanzi dovrebbero essere ascritti a quella terra di nessuno tra fantasy e steampunk cui si è accennato sopra.
Infine, una parola sul mondo dei giochi di ruolo e videogiochi a tema steampunk: sono numerosissimi, spia di una sottocultura che ha influenze sia nell’abbigliamento che nella musica e che influenza sia i gothic, che i punk. Dunque un fenomeno da considerare attentamente, che molto può ancora dare alla letteratura di genere.

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