Recensione a "Sogno di un futuro di mezza estate"


Sul blog di Michele Nigro è apparsa una bella recensione al racconto di Francesco Verso, appena uscito in ePub senza DRM per noi della Kipple, Sogno di un futuro di mezza estate.

La mettiamo, per intero, qui sotto, perché non è possibile prenderne soltanto un estratto:
Interessante e divertente, questo racconto di Francesco Verso colpisce prima di tutto perché rappresenta una vera e propria sfida linguistica che intriga il lettore fino all’ultimo scroll. L’intreccio disinibito (e omogeneo) tra lo slang serrato di un’umanità che ancora non esiste (ma che potenzialmente è già presente oggi in uno stadio embrionale) e i termini tecnici utilizzati con generosità (per non parlare dei neologismi), non offusca il tema centrale e il messaggio umanizzante che l’Autore è ben attento a non trasformare in una ‘morale’ scontata: Francesco Verso prende semplicemente atto della possibilità di un’evoluzione di certi ‘usi e costumi’ per noi, uomini e donne della prima decade del terzo millennio, fortunatamente ancora indispensabili e naturali. La tecnologia allontanerà definitivamente gli esseri umani? Le future leggi sociali ed economiche asseconderanno questa ‘evoluzione del sesso’? Ci sarà qualcuno capace di andare controcorrente? Queste, e molte altre, le domande implicite al racconto.

I ‘germi’ di questa evoluzione sono già presenti nella nostra società: i siti pornografici, le chat, i social network, le webcam girls… Ritornando al linguaggio particolare scelto da Verso per questo racconto, impossibile non riesumare dai banchi mnemonici il gergo dell’Alex DeLarge del romanzo “L’arancia meccanica” di Anthony Burgess (il teppista magistralmente immortalato nell’omonima pellicola di Stanley Kubrick). D’altronde Verso non fa mistero delle influenze burgessiane sulla sua scrittura.

Il tema della sterilità, invece, omaggia indirettamente “I figli degli uomini” di P.D.James. E la sessualità tra uomo e donna, temuta e non più vissuta ‘di persona’, si riallaccia a una scena piuttosto divertente del film “Demolition Man” interpretato da Sylvester Stallone e Sandra Bullock.

L’unico difetto di questo racconto di Verso è che… finisce: non si vorrebbe mai uscire dal vortice sensoriale creato da uno ‘strano’ gergo che destabilizza positivamente le ‘sicurezze linguistiche’ del lettore.

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