Qual era il pensiero politico di Aldous Huxley? La tesi.

Aldous Huxley, attraverso le sue opere come Il mondo nuovo e Islandnon si è limitato a realizzare dei capolavori della letteratura fantascientifica. L'autore britannico ha scavato nella natura dell'uomo - a volte anche con l'aiuto di stimoli esterni come le droghe - in cerca di risposte ad alcuni fra i più grandi quesiti esistenziali, arrivando a porsi la domanda: qual è la società perfetta?
Già in passato, con l'articolo Orwell contro Huxley: una terribile verità?, ci siamo occupati dello scrittore inglese. Torniamo a farlo segnalandovi "Il pensiero politico di Aldous Huxley", una tesi di laurea di Paolo Bonsignore consultabile online che "si propone di analizzare l'evoluzione del pensiero politico di Aldous Huxley partendo dai suoi scritti e racconti giovanili, per terminare con un'analisi dell'utopia di Island, suo ultimo lavoro prima della morte, avvenuta nel 1963." 
La politica per Huxley è però solo un effetto. Come scrive Bonsignore: "Il pensiero politico di Aldous Huxley si fonda sull’aspettativa di una serie di riforme che riguardano l’uomo e non le sue istituzioni politiche. Egli pensa, infatti, che senza un cambiamento spirituale dell’uomo qualsiasi tipo di modifica del suo ambiente sia inutile e non arrechi progressi reali. La sua attenzione, dunque, è centrata sulle modalità per far evolvere interiormente l’individuo, sicuro che da un suo miglioramento sarebbe sgorgato inevitabilmente un progresso in ogni campo della sua vita, compreso quello politico." 
La tesi può essere consultata cliccando su questo link. Buona lettura!

La letteratura di genere in Italia e gli esordienti: un'intervista ad Alexia Bianchini

Dopo le interviste a Dario Tonani e Umberto Rossi, oggi è il turno di Alexia Bianchini: scrittrice, editor e curatrice. 

Ciao Alexia. Benvenuta sul blog di Kipple Officina Libraria. Che ne diresti, per chi non ti conoscesse ancora, di raccontarci chi sei?

Sono una sognatrice, una visionaria. Odio l'incoerenza e la cattiveria gratuita. Amo la scrittura, i telefilm e i film di sci-fi. Adoro i romanzi storici e di genere.

Spesso si sottolinea come la narrativa di genere italiana abbia un pubblico di nicchia e venda poco. Forse, però, le cose sono un po' più complesse di così. Piccole realtà editoriali emergenti come Kipple Officina Libraria e La Mela Avvelenata sembrano infatti dimostrare che in realtà un mercato per la letteratura fantastica esiste anche qui da noi. Qual è la tua opinione riguardo al presente e al futuro del fantastico in Italia?

Stiamo sfondando un muro con le mani, ma sono propositiva. Dobbiamo solo imparare a non classificarci troppo, perché il lettore inesperto si blocca davanti a termini che non conosce. Sono pochi i curiosi. Infatti ci sono autori italiani che pubblicano con grandi CE e che, guarda caso, non si trovano nelle collane più consone, ma nella narrativa. Non sarà mica un trucchetto?

La Mela Avvelenata non è estranea al connettivismo. Fra i titoli che offre spicca infatti anche Ancient Name di Sandro “Zoon” Battisti, un racconto intrigante che narra le vicende di un party esclusivo caratterizzato dalle “regalie sessuali di splendide postumane”. I titoli non si limitano però solo alla fantascienza, ma includono pure il fantasy e l'horror. All'estero l'horror, grazie ad autori del calibro di Stephen King, è uno dei generi che riscontra più successo. Qual è la situazione dell'horror rispetto agli altri generi qui nel nostro Paese?

All'estero sono gli autori di fantasy, sci-fi e horror ad avere maggior successo. In Italia tendiamo ancora a ghettizzare, lo vedo anche dagli sguardi strani delle persone quando dico che scrivo horror cyberpunk, o ucronie. Rimangono sorpresi che una “mamma” scriva “certe cose”! Ma vale anche per l'erotico… se scrivi letteratura hard, allora hai di sicuro certe propensioni… Vallo a spiegare che uno scrittore di horror non è un serial killer.
Purtroppo in Italia sembra vadano per la maggiore situazioni kafkiane, storielle di provincia, pseudo tragedie interiori, vittimismo allo stato puro… eppure i film horror e di fantascienza hanno successo, forse bisognerebbe educarli da piccoli, e far cambiare metodo ai professori.
Tempo fa lessi su Facebook di un ragazzo arrabbiato con la sua insegnante perché sul libro di antologia c'era un racconto di Fredric Brown, e l'insegnante ne era rimasta sdegnata, sottolineando che non capiva come mai avessero inserito “quella roba” nel libro. Mentalità ristretta? Oppure è misera conoscenza?  

Quali sono le difficoltà maggiori a cui va incontro una piccola casa editrice?

Molti scrittori non conoscono la vera realtà editoriale, e sperano di riempire le vetrine, persino quando hanno a che fare con noi, che siamo digitali. Altri invece fanno fatica ad accettare l’editing. Ma se non acconsentono di lavorare al fianco di un editor, allora non possono pubblicare con noi.

In qualità di direttore editoriale hai spesso a che fare con gli autori emergenti. Quali sono gli errori più comuni che un autore emergente dovrebbe evitare?

A parte molti errori nel testo, che infatti abbiamo raccolto in un manuale per aiutare gli autori alle prime armi, bisognerebbe interfacciarsi con un editore con tranquillità. Mandare il testo e attendere che siano loro a valutarti, evitando di auto elogiarsi, o far presente che ad amici e a parenti è piaciuto un sacco!

Anche quest'anno Kipple Officina Libraria ha indetto il bando del Premio Short Kipple, un premio sempre più importante nell'ambito della fantascienza italiana, che fra l'altro - per chi volesse partecipare - scadrà il 1° gennaio 2014. Anche La Mela Avvelenata ha indetto vari concorsi. A parte i concorsi letterari, quali altre vie dovrebbe percorrere secondo te un autore emergente per riuscire ad affermarsi?

Prima di tutto dovrebbe imparare a rileggere moltissime volte il testo, poi, un buon esercizio, è il riadattamento. A volte dover tagliare a metà un testo, per adattarlo a un concorso, insegna molte cose. Invece molti autori trattano i loro testi come reliquie.  

È stato un piacere averti ospite qui, Alexia. Ti ringrazio per l'intervista e ti faccio un grosso in bocca al lupo!

Grazie a voi per la chiacchierata!


L'irriducibile: un brevissimo racconto di Alfred Bester

Lo scontro generazionale è un tema che da sempre ha accompagnato e probabilmente sempre accompagnerà la storia della cultura umana. Chi ci ha preceduto critica la perdita di valori della società attuale, mentre le nuove generazioni ambiscono a liberarsi dai limiti che opprimevano i loro padri. Ma chi ha davvero ragione? 
Alfred Bester (1913-1987) è stato un importante autore di fantascienza statunitense, noto sopratutto per il suo romanzo L'uomo disintegrato (The Demolished Man) del 1952, vincitore del prestigioso Premio Hugo. Nel seguente racconto, L'irriducibile (The Die-hard), apparso in Italia all'interno della racconta Urania Microfantascienza: altre 44 storie, Bester affronta il tema dello scontro generazionale e lo fa con un tocco di ironia che sembra mostrarci come, alla fine, ogni generazione abbia i suoi difetti. 

L'IRRIDUCIBILE
di Alfred Bester

«Ai vecchi tempi» disse l’uomo anziano «c’erano gli Stati Uniti e la Russia, e l’Inghilterra e la Russia, e la Spagna e l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Patrie. Stati sovrani. Nazioni. Popoli diversi del mondo.»
«Anche oggi ci sono popoli diversi nel mondo, Anziano.»
«Chi sei?» chiese bruscamente l’Anziano.
«Sono Tom.»
«Tom?»
«No, Anziano. Tom.»
«E io ho detto Tom.»
«Non l’hai pronunciato esattamente, Anziano. Hai detto il nome di un altro Tom.»
«Siete tutti Tom» disse l’Anziano astiosamente. «Tutti Tom, Dick o Harry.»Sedette, tremando sotto i raggi del sole, odiando il giovane piacente che gli stava davanti. Erano sull’ampia veranda davanti alla stanza, dell’Ospedale. La strada sotto di loro era affollata di uomini e donne di bell’aspetto, tutti visibilmente in attesa. Da un punto imprecisato della bianca città veniva un clamore di evviva, un tumulto eccitato che si avvicinava lentamente.
«Guardali.» L’Anziano agitò il bastone verso la strada. «Tutti Tom, Dick e Harry. Tutte Daisy, Anne e Mary.»
«No, Anziano» sorrise Tom. «Usiamo anche altri nomi.»
«Avrò visto un centinaio di Tom qui seduti a farmi visita» ringhiò l’Anziano.
«Usiamo spesso gli stessi nomi, Anziano, ma li pronunciamo in modo diverso. Io non sono Tom, o Tom, o Tom. Io sono Tom. Senti la differenza?»
«Che cos’è questo rumore?» chiese l’Anziano.
«È l’Inviato Galattico» spiegò Tom. «L’ambasciatore di Sirio, una stella della costellazione di Orione. Sta facendo un giro turistico per la città. È la prima volta a memoria d’uomo che un essere di altri mondi visita la Terra. C’è una grande eccitazione.»
«Ai vecchi tempi» disse l’Anziano «c’erano veri inviati. Uomini da Parigi e Roma e Berlino e Londra e Mosca e Pechino e... Essi venivano con pompa e cerimonia. Dichiaravano la guerra. Stipulavano la pace. Grandi uniformi, e cannoni, e celebrazioni. Tempi avventurosi! Tempi
emozionanti!»
«Ci sono momenti avventurosi ed emozionanti anche oggi, Anziano.»
«Non ce ne sono» brontolò l’Anziano. Picchiò debolmente il bastone sul pavimento. «Non c’è più passione, né amore, né paura, né morte. Non piùsangue caldo che infuoca le vene. Siete tutta logica. Tutta calma e ragionevolezza. Tutti Tom, Dick e Harry.»
«No, Anziano. Noi amiamo. Ci appassioniamo. Temiamo molte cose. Ciò che rimpiangi è il male che abbiamo distrutto dentro di noi.»
«Voi avete distrutto ogni cosa! Avete distrutto l’uomo!» gridò l’Anziano. Puntò un dito tremante verso Tom. «Tu! Quanto sangue hai nelle vene?»
«Non ne ho affatto, Anziano. Nelle mie vene è stata iniettata la soluzione Tamar. Il sangue non può sopportare le radiazioni, e io lavoro come ricercatore alle centrali nucleari.»
«Niente sangue» ridacchiò l’Anziano. «E neppure ossa.»
«Non tutto è stato sostituito, Anziano.»
«E niente tessuti nervosi, eh?»
«Non tutto è stato sostituito, Anziano.»
«Niente sangue, né ossa, né intestini, né cuore. E niente parti intime. Che cosa ci fai tu con una donna? Quanta parte di te è meccanica?»
«Non più del sessanta per cento, Anziano» sorrise Tom. «E ho dei bambini.»
«E gli altri Tom e Dick e Harry?»
«Una percentuale variabile tra il trenta e il settanta per cento, Anziano. E anche loro hanno bambini. Quel che gli uomini dei vostri tempi facevano con i denti, noi lo facciamo con tutto il corpo. Non c’è niente di male.»
«Voi non siete uomini! Siete macchine!» gridò l’Anziano. «Robot! Mostri! Voi avete distrutto l’uomo.»
Tom sorrise. «A dire il vero, Anziano, c’è una tale commistione di uomo nella macchina e di macchina nell’uomo che è difficile fare una distinzione. Noi non usiamo più farla. Siamo contenti di vivere e lavorarefelicemente, e di funzionare regolarmente. Ci siamo adattati.»
«Ai vecchi tempi» disse l’Anziano «avevamo tutti corpi autentici. Con ossa, sangue, nervi e budella. Come me. E lavoravamo, sudavamo, amavamo, lottavamo e crepavamo. Eravamo vivi. Voi non lo siete... voi, superuomini adattati... uomini-macchina... meticci bastardi di un acido e uno spermatozoo. Da tempo immemorabile non ho più visto un colpo vibrato, un bacio carpito, il clamore di un conflitto, la vita insomma. Quanto desidero vedere ancora la vita reale... non la vostra pallida imitazione meccanica!»
«Questa è l’antica malattia, Anziano» disse Tom seriamente. «Perché non lasci che ti ricostruiamo per guarirti? Se lasciassi che ti sostituiscano le glandole rinsecchite, ricondizionino i riflessi appannati, e...»
«No! No! Mille volte no!» gridò l’Anziano appassionatamente. «Io non diventerò un altro Tom.» Si rizzò improvvisamente dalla sedia e barcollando colpì col bastone il giovane piacente. Il colpo, vibrato con forza, ruppe la pelle sulla faccia liscia del giovane, e fu così inaspettato che questi gridò per lo stupore. Un altro giovane piacente corse sulla veranda,
immobilizzò l’Anziano e lo spinse di nuovo a sedere sulla sedia. Poi si volse verso Tom, che cercava di tamponare il liquido gelido che stillava dalla ferita.
«Come va, Tom?»
«Non è un gran danno.» Tom scrutò l’Anziano con una sorta di timore reverenziale. «Ma lo sai? Credo che volesse veramente ferirmi.»
«Certo che voleva. È il tuo primo incontro con lui, non è vero? Dovresti vederlo imprecare e dare in escandescenze. Che razza di vecchio non ricostruito ribelle è! Noi siamo fieri di questo vecchio giovanotto. È unico.Un vero museo di patologia. Non c’è ospedale che non ce l’invidi.» Il secondo giovane si sedette accanto all’Anziano. «Gli farò compagnia io per un po’. Vai pure a vedere l’Inviato.»
L’Anziano era scosso da un tremito. Le lacrime gli rigavano il volto. «Ai vecchi. tempi» cantilenava con voce tremula «c’erano coraggio e audacia e vigore e forza e sangue rosso e coraggio e audacia e...»
«Su, su, Anziano» lo interruppe vivacemente il nuovo compagno «ci sono anche adesso. Quando ricostruiamo un uomo non gli togliamo niente, se non le parti guaste della mente e del corpo.»
«Chi sei?» chiese l’Anziano.
«Sono Tom.»
«Tom?»
«No. Tom. Non Tom. Tom.»
«Sei cambiato.»
«Non sono lo stesso Tom che era qui prima.»
«Siete tutti Tom» gemette l’Anziano. «Tutti gli stessi miserabili Tom.»
«Ma no, Anziano. Siamo tutti diversi. Solo che tu non riesci a vederlo.»
Le acclamazioni e il tumulto si avvicinarono. Fuori, nella strada davanti all’ospedale, la folla cominciò a gridare eccitata. Poi fece ala, liberando uno stretto passaggio. In lontananza, in fondo al viale ci fu un luccichio di ottoni e le prime note d’una fanfara. Tom prese l’Anziano sottobraccio e lo aiutò ad alzarsi.
«Vieni fino al parapetto, Anziano» disse tutto eccitato. «Vieni a vedere l’Inviato. È un grande giorno per Madre Terra. Siamo finalmente entrati in contatto con le stelle. Sta cominciando una nuova era.»
«È troppo tardi» mormorò l’Anziano. «Troppo tardi.»«Che cosa vuoi dire, Anziano?»
«Avremmo dovuto trovare noi loro, non loro noi. Avremmo dovuto essere noi i primi. Ai vecchi tempi saremmo stati noi i primi. Ai vecchi tempi c’era coraggio e audacia. Noi lottavamo, e tenevamo duro, e...»
«Eccolo» gridò Tom puntando il dito verso la strada. «Si è fermato all’Istituto... Ecco che esce... Si avvicina... No. Aspetta. Si è fermato di nuovo... Va al Centro. Che magnifico portamento. Che cortesia squisita. Questo non è un giro di convenienza. Sta ispezionando con cura ogni cosa.»
«Ai vecchi tempi» borbottò l’Anziano «noi saremmo scesi dal cielo col ferro e col fuoco. Avremmo marciato nelle strade straniere con le armi al fianco e la sfida negli occhi. O, se fossero arrivati qui loro per primi, li avremmo accolti con fierezza, vigore, spavalderia. Ma voi no... meticci meccanici... superuomini da laboratorio... adattati... ricostruiti... senza dignità...»
«Eccolo che esce dal Centro» esclamò Tom. «Si sta avvicinando. Guarda bene, Anziano. Non dimenticare mai questo momento. Egli sta...» Tom s’interruppe e trasse un respiro strozzato. «Anziano» mugolò «sta per fermarsi qui all’ospedale.»
L’automezzo lucente si fermò davanti al cancello. La banda segnò il passo, continuando a suonare entusiasta e gioiosa. La folla strepitò. Sull’automezzo ufficiali e funzionari erano tutti sorrisi, spiegazioni, indicazioni. L’Inviato Galattico si rizzò in tutta la sua fantastica statura, scese dall’automezzo e avanzò a grandi passi verso la scalinata che portava alla veranda.«Viene proprio qui!» urlò Tom, e aggiunse al clamore generale un suo strepitio confuso.
D’improvviso l’Anziano si staccò dal parapetto. Avanzò oltre Tom e gli altri Tom, e i Dick e gli Harry, e le Daisy, le Anne e le Mary che affollavano la veranda. Si aprì la strada tra di loro col suo tremante, maligno bastone, fino a fronteggiare, dall’alto della scala, l’Inviato Galattico che saliva maestosamente. Fissò per un attimo, con orrore e disgusto, la faccia verde da mantide religiosa, poi gridò: «Io ti saluto. Io solo posso salutarti.»
Alzò il bastone e colpì con tutta la sua forza quella faccia di insetto.
«Io sono l’ultimo uomo della Terra» gridò.

La nuova sede operativa di Kipple Officina Libraria

Il giorno 20 ottobre 2013 Kipple Officina Libraria ha cambiato sede operativa.
Conferma in questo modo la propria attitudine "dislocatoria e itinerante". Nata infatti a San Donato Milanese nel 1995, cambia sede legale nel 2000 all'interno dello stesso comune, nel 2003 sposta l'intera sede nel comune di San Giuliano Milanese, per cambiare nuovamente nel 2004, all'interno dello stesso comune, fino al 2009, quando si stabilisce a Torriglia, in provincia di Genova. Nel 2010 apre la "redazione romana", che lavora insieme a quella ligure. Da oggi si stabilisce a Livorno, in Toscana, toccando così la quarta regione.

Il nuovo indirizzo operativo è:
Kipple Officina Libraria
via Vittorio Emanuele Orlando, 27
57121 Livorno

L'indirizzo di Torriglia è ancora valido e tutta la posta verrà automaticamente inoltrata a Livorno fino a nuova comunicazione, ma comunque almeno per diversi mesi.

Quando Arthur C. Clarke profetizzò l'avvento di internet: il filmato

Arthur C. Clarke è noto non solo per i suoi romanzi - alcuni dei quali, come 2001: Odissea nello spazio, destinati a rimanere per sempre nella storia della letteratura di genere - ma anche per la sua spiccata abilità nell'intuire le innovazioni tecnologiche. Il "Night Bachler" della fantascienza è noto per aver, ad esempio, predetto in un articolo del 1945 l'uso dei satelliti artificiali geostazionari per le telecomunicazioni. 
Clarke fece però anche un'altra grande predizione che riguarda una delle tecnologie che più hanno stravolto la vita di tutti noi negli ultimi anni. Ovvero internet. Nel filmato della ABC del 1974 che segue, l'autore inglese spiega come nel futuro (ovvero quello che è il nostro presente) il personal computer connetterà le persone, enfatizzando gli aspetti positivi intrinsechi in tale tecnologia.
Per chi fosse inoltre interessato a tutte le predizioni della fantascienza dalle sue origini a oggi, consigliamo questo articolo.


Prossima la scadenza dello Short-Kipple 2014

Scade il primo gennaio il Premio Short-Kipple 2014; avete tempo fino a quella data, quindi, per inviare le vostre proposte codificate in racconti di Fantascienza. Un estratto dal bando:
1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, neppure parzialmente. I racconti devono avere la lunghezza minima di 5 cartelle dattiloscritte e massima di 20 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).
2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.
I generi ammessi sono:
- fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk)
- narrativa di anticipazione
- neo-noir (thriller e new weird)
- horror
- urban fantasy
Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.
3) È possibile partecipare con più opere.
4) La quota di partecipazione è fissata in 5 € per ogni racconto, da accreditare entro il 1° gennaio 2014
sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Short-Kipple 2014”
oppure tramite bonifico con le coordinate bancarie:
IBAN IT95W  07601 01600 000043103274 intestato a Gianluca Cremoni
con causale “Premio Short-Kipple 2014”
oppure tramite paypal: kol@kipple.it
Tutto il bando è qui. Aderite numerosi, non è rimasta molta entropia.

Le 6 regole per scrivere bene di George Orwell

George Orwell, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in passato nell'articolo "Orwell contro Huxley. Una terribile verità?", non ha di certo bisogno di presentazioni. Con il suo romanzo 1984 - e grazie anche al reality show Grande Fratello (Big Brother) - è divenuto famoso non solo fra gli amanti della letteratura di genere e non, ma anche fra la gente che normalmente non bada troppo ai libri. "Orwelliano" è ormai uno dei termini preferiti dai media.
Oggi vi presentiamo le sue sei regole di scrittura. Regole molto concise ma non per questo meno valide. E, per chi se le fosse perse, ecco anche le regole di Stephen King, Chuck Palahniuk, Joe Lansdale, Neil Gaiman e Kurt Vonnegut.

  1. Non usate metafore, similitudini o altre figure retoriche che siete abituati a vedere sui giornali.
  2. Non usate una parola lunga quando è possibile usarne una corta.
  3. Se è possibile tagliare una parola, tagliatela sempre. 
  4. Non usate il passivo quando potete usare la forma attiva.
  5. Non usate una frase straniera, un termine scientifico o una parola gergale quando è possibile pensare a un termine equivalente nell'inglese comune. 
  6. Violate ognuna di queste regole piuttosto che scrivere qualcosa di barbaro.

Snowpiercer: Il prequel animato

Una nuova era glaciale si è abbattuta sul mondo. Una piccola popolazione di persone sopravvive all'interno di un treno in costante movimento, che diventa metafora della società in cui viviamo, con l'inevitabile scontro fra le diverse classi sociali. Questa è la trama di Snowpiercer, film che porta la firma del regista sudcoreano Bong Joon-ho, basato sulla serie francese di fumetti di fantascienza Le Transperceneige.
La pellicola sbarcherà nelle sale italiane solo nel 2014. Per i più impazienti, però, è possibile guardare il prequel del film, un interessante filmato di animazione che ci mostra cosa accadde prima che il treno iniziasse la sua corsa. Per farlo basta cliccare sul seguente video. Buona visione!



Viaggi straordinarissimi di Saturnino Farandola e altri audiolibri in italiano da scaricare gratis

L'opera Viaggi straordinarissimi di Saturnino Farandola (Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul) appartiene a quella schiera di libri che nel secolo a seguire hanno poi ispirato la fantascienza che tanto ha proliferato nelle riviste pulp. Scritto dall'autore Albert Robida nel 1879, il libro - che narra le avventure fantastiche di Saturnino con un tono leggero e ironico che a tratti si accosta a quello di Jules Verne - contiene anche molti degli elementi oggi inglobati dal sottogenere steampunk

Grazie ad Audiolibri Corsari, a questo indirizzo è possibile ascoltare gratuitamente la versione completa del romanzo in formato audio. Ma non solo: sempre nello stesso sito, anche se nella sezione donatori, troviamo infatti molti altri libri e racconti firmati dai grandi autori del fantastico, da H.P. Lovecraft (di cui ci siamo già occupati di recente qui e qui) a Jack London. Audiolibri Corsari è infatti "un progetto a lungo termine per la pubblicazione in rete di audiolibri in forma amatoriale, particolarmente rivolto alla divulgazione di narrativa popolare e di avventura."


Il segreto di Stephen King

Questa settimana vi abbiamo illustrato i sette consigli di Stephen King per scrivere meglio tratti dal suo saggio On writing: autobiografia di un mestiere. Continuando a occuparci del Re dell'horror, oggi vi proponiamo invece un servizio andato in onda durante la popolare trasmissione di Rai Due Voyager. Nel servizio "Il segreto di Stephen King", Roberto Giacobbo ci porta a visitare lo stato americano del Maine, dove lo scrittore statunitense è cresciuto e vive tutt'oggi, in cerca di quegli elementi che hanno ispirato le sue opere di successo. Il video è diviso in due parti. Segue la prima parte. La seconda potete trovarla qui. Buona visione!


I 7 consigli di Stephen King per scrivere meglio

Dopo le regole di Chuck Palahniuk, Joe Lansdale e Kurt Vonnegut, oggi vi presentiamo sette consigli di Stephen King tratti dal suo ormai famoso manuale di scrittura On writing: autobiografia di un mestiere, dove il Re dell'horror spiega ai fan come migliorare le proprie abilità di scrittori. Apparsi dapprima su The Positivity Blog e tradotti poi da My Social Web, questi sette consigli potrebbero essere utili a chiunque decidesse di provare a pubblicare un suo scritto.

1. Arriva al punto

Non perdere tempo, non annoiare il tuo lettore con introduzioni infinite e aneddoti sulla tua vita. Cerca di ridurre le parole inutili. Cerca di arrivare al punto prima che il lettore perda la pazienza.

2. Scrivi, poi fermati

Lascia riposare i tuoi lavori nel cassetto. Per quanto tempo? Dipende. Stephen King archivia le bozze per diversi mesi prima della rilettura e dell'editing.

3. Elimina il testo inutile

La rilettura è il momento giusto per rimuovere le frasi e le parole superflue, per dare chiarezza al messaggio. E affilarne l'emotività.

4. Sii credibile

I personaggi di Stephen King sono credibili perché hanno lati buoni e cattivi. Perché hanno difetti, passioni, paure, debolezze. Questo meccanismo crea un forte legame con il lettore che si affeziona ai protagonisti dei suoi romanzi.

5. Ascolta (ma non troppo) i giudizi

Un libro, un articolo, un post sul blog: cosa hanno in comune? Il feedback esterno. Stephen King riceve una quantità infinita di commenti, lettere, recensioni, critiche letterarie. Non sempre i toni sono positivi, ma non per questo mette un punto alla sua carriera.

6. Leggi molto

Leggere vuol dire imparare. E ogni scrittore che si rispetti deve leggere molto per trovare nuovi input, per ampliare gli orizzonti, per approfondire la conoscenza e mescolarla con nuove influenze.

7. Scrivi molto

Ultimo consiglio, il più importante: devi scrivere di più. È un'osservazione ovvia che diventa insidiosa quando non hai voglia di scrivere. L'ispirazione non arriva a comando.

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