Alle montagne della follia di Lovecraft: tutte le illustrazioni originali

Di recente vi abbiamo mostrato gli stupendi disegni con cui lo stesso H.P. Lovecraft arricchiva le sue annotazioni personali. Oggi vi presentiamo invece le illustrazioni che accompagnarono la sua importante opera Alle montagne della follia (At the Mountains of Madness), unico lavoro di H.P. Lovecraft che può giustamente essere classificato come romanzo, per quanto breve. 
Anche se Lovecraft lo scrisse nel 1931, il romanzo venne pubblicato solo cinque anni dopo all'interno dell'importante rivista Astounding Stories
All'inizio purtroppo il racconto non suscitò molto entusiasmo, tanto da far precipitare in una profonda crisi artistica e personale l'autore di Providence. Malgrado ciò, col tempo il romanzo sarebbe comunque diventato uno dei grandi classici della narrativa di genere.
Cliccando qui potrete ammirare le meravigliose illustrazioni che abbellirono il romanzo di Lovecraft, così come apprezzare anche molte altre storiche copertine di Astounding Stories.



Pulp covers: decine di illustrazioni fantascientifiche e non

Di certo la fantascienza deve parecchio ai pulp magazine che l'hanno resa nota al grande pubblico. Paradossalmente, è proprio il suo passato pulp ad avere al contempo danneggiato il genere negli anni successivi, se non altro per quanto riguarda la critica letteraria. 
Per fortuna, grazie anche ad autori del calibro di Philip K. Dick, la fantascienza sta conquistando un certo rispetto da parte del mondo accademico che in essa riconosce molti dei temi che caratterizzano la condizione postmoderna, ossia la società in cui viviamo e le angosce che ci attanagliano.
Malgrado ciò, la fase pulp della fantascienza non andrebbe scartata con troppa leggerezza in quanto anch'essa avrebbe molto da offrire, anche sul piano prettamente artistico. Il blog Pulp Covers raccoglie per l'appunto decine di copertine di riviste pulp che spaziano dalla fantascienza al fantasy all'erotica e che meritano senza dubbio di essere ammirate. Per fare il salto basta cliccare qui.

Ettore Fobo recensisce e-Doll

 

La mia opinione è che a fronte di un mercato mainstream di qualità dubbia, in Italia abbiamo una zona d’ombra, sbrigativamente definita come underground, ricca di proposte letterarie interessanti e vitali. Ci sono poi romanzi che per certi versi si situano a metà, fra il mainstream, rappresentato dalle grandi case editrici, e questa zona d’ombra.
Leggi la recensione sul blog Strani Giorni di Ettore Fobo.

Jules Verne: la diabolica invenzione

Lo scrittore francese Jules Verne è considerato oggi uno dei padri fondatori della fantascienza. Il suo stile, leggero e al contempo coinvolgente, riusciva a mischiare assieme con maestria scienza e narrativa, dando origine a dei racconti del fantastico che tutt'oggi riescono a rapire l'immaginazione del lettore. Proprio questa sua capacità di stupire l'immaginario collettivo non poteva di certo venire trascurata dal cinema. Tanti sono stati gli adattamenti per il grande schermo delle sue opere. Quella che segue, però, è un'opera cinematografica d'animazione molto particolare. E unica nel suo genere. Karel Zeman fu negli anni Cinquanta uno dei più importanti esponenti del cinema d'animazione europeo. Ispirandosi al romanzo "Face Au Drapeau" del 1896, il regista cecoslovacco volle trasferire sullo schermo le fantastiche invenzioni di Verne. Il risultato fu un trionfo della tecnica cinematografica, che inseriva gli attori reali in un contesto d'animazione direttamente tratto dalle bellissime zincografie che abbellivano le prime edizioni dei romanzi dello scrittore francese.
Eccovi il video che propone alcune delle sequenza tratte per l'appunto dall'incredibile pellicola di Zeman, La diabolica invenzione. Mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo!





Lovecraft visitò l'Italia? Un documentario italiano affronta l'incredibile ipotesi

E se H.P. Lovecraft avesse tratto ispirazione per le sue storie da un viaggio in Italia? La domanda sembra assurda, in quanto ufficialmente tutti sanno che l'autore di Providence non lasciò mai l'America.
A mettere in dubbio questa tesi ci sarebbe però un documento ritrovato da Roberto Leggio e Federico Greco. Scoperto in una bancarella d'antiquariato, il vecchio manoscritto datato 1926 rivelerebbe il viaggio intrapreso da Lovecraft che partì dagli States per approdare nel Veneto. Proprio dalla zona del Polesine, che sarebbe stata descritta da Lovecraft come la "Terra dei Grandi Fiumi", l'autore avrebbe tratto l'ispirazione per alcune delle sue storie più celebri come The Shadow over Innsmouth e The Call of Chtulhu.
Ciò che sorprende è che secondo il maggior esperto lovecraftiano in Italia, Sebastiano Fusco, il manoscritto potrebbe essere vero.
La domanda a questo punto va fatta: si tratta sul serio di un documentario autentico oppure è una trovata mediatica?
Come dice lo stesso Federico Greco: "Non importa, in fondo, se il manoscritto sia vero o meno: importa se il documentario è guardabile, se ti fa entrare nel mondo di HPL. Se fa parlare di lui. Dunque vedi che, se sia o meno plausibile – biograficamente parlando – che Lovecraft sia venuto in Italia, è secondario."
Segue l'interessantissimo documentario in questione, presentato al festival del cinema di Venezia nel 2004 e reperibile su YouTube, che nessun appassionato di Lovecraft dovrebbe trascurare. 






H.P. Lovecraft: i suoi disegni

Howard Phillips Lovecraft ha lasciato un'impronta indelebile sia nella letteratura horror che in quella fantascientifica. Difficilmente classificabili come appartenenti prettamente a un genere letterario piuttosto che l'altro, le sue opere includevano gli elementi più disparati. S.T. Joshi, uno dei maggiori studiosi lovecraftiani, scrisse che le opere dell'autore americano sono: "un inclassificabile amalgama di fantasy e fantascienza, e non è sorprendente che abbia influenzato in maniera considerevole lo sviluppo successivo di entrambi i generi".
Ma, al di là delle categorie letterarie, sono i protagonisti della sua mitologia ad aver segnato l'immaginazione di milioni di lettori.
Molti artisti hanno saputo interpretare, anche con risultati notevoli, gli alieni descritti dall'autore di Providence. Non tutti sanno però che esistono degli schizzi prodotti dallo stesso Lovecraft che rappresentano le terribili creature da lui create. Alcuni di questi disegni sono stati presentati al pubblico dalla Brown University nell'ambito della mostra che si concluderà il 22 settembre 2013 intitolata:The Shadow over College Street: H.P. Lovecraft in Providence
Cliccando sui seguenti link potrete ammirare due di queste stupende testimonianze dell'universo lovecraftiano, disegnate proprio dall'autore - di cui una tratta direttamente dalla mostra in questione, e l'altra che ritrae Cthulhu - per fortuna giunte fino a noi. 




Kontakt: un cortometraggio fra fantascienza e horror


Le contaminazioni dei generi ha da tempo interessato da vicino la fantascienza. Già negli anni '50, non era difficile imbattersi in pulp magazines con all'interno racconti che mischiavano assieme elementi fantascientifici con quelli del genere fantasy, dando vita addirittura alla definizione Science fantasy
Ma le contaminazioni non si limitano al panorama letterario. Il cortometraggio che segue, Kontakt, pur avendo un'impostazione prettamente sci-fi, include anche dei momenti che nulla hanno da invidiare alle migliori pellicole horror.
Kontakt, vincitore del premio "The best student sci-fi short" 2010, diretto dall'emergente regista norvegese Anders Øvergaard, parla di "contatti". Contatti, però, che non sono esclusivamente quelli con una razza aliena, ma anche quelli con i nostri simili.
Il cortometraggio è sottotitolato in inglese.



Bando Premio ShortKipple 2014


Kipple Officina Librariawww.kipple.it

Premio Kipple 2014

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2013/4
la IV edizione del Premio Short-Kipple per i migliori racconti di fantascienza.

PREMIO SHORT-KIPPLE 2014

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, neppure parzialmente. I racconti devono avere la lunghezza minima di 5 cartelle dattiloscritte e massima di 20 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.
I generi ammessi sono:
- fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk)
- narrativa di anticipazione
- neo-noir (thriller e new weird)
- horror
- urban fantasy
Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 5 € per ogni racconto, da accreditare entro il 1° gennaio 2014
sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Short-Kipple 2014”
oppure tramite bonifico con le coordinate bancarie:
IBAN IT95W  07601 01600 000043103274 intestato a Gianluca Cremoni
con causale “Premio Short-Kipple 2014”
oppure tramite paypal: kol@kipple.it

5) La scadenza è fissata per il 1° gennaio 2014 (compreso).

6) I racconti devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it
indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Short-Kipple 2014”.
Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, l’Autore e la dicitura: “dichiaro che il progetto allegato non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti ad esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196”, “acconsento al trattamento dei dati personali da me forniti”.
In allegato dovrà esserci il testo salvato come “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.

7) Non si richiedono manoscritti e/o dattiloscritti (che comunque non pregiudicheranno la partecipazione).

8) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del racconto sulla collana eBook “Capsule”, distribuita su tutti i portali on-line quali IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc. e su Amazon relativamente ai siti Usa, UK, Italia, Francia, Spagna, Germania, Canada, Brasile, India e Messico.
La Kipple si riserva di segnalare i racconti finalisti e, solo in caso in cui si ritengano meritevoli, di essere pubblicati sulla rivista cartacea NeXT, e/o pubblicati in un’antologia eBook sulla collana “eAvatar”.
 Il vincitore riceverà un regolare contratto edioriale entro la primavera del 2014.

Riepilogo:
Lunghezza: min 5 max 20 cartelle
Scadenza: 1° gennaio 2014 (compreso)
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o .docx.
Quota di partecipazione: 5 € ogni racconto

LUKHA B KREMO, ARTISTA DELLA PAROLA



Intervista articolata all'editore di Kipple, Lukha B. Kremo. Su PostPopuli, a cura di Giovanni Agnoloni, domande sull'attività artistica, editoriale e sul Connettivismo, di cui Kremo è uno dei primissimi esponenti. Un paio di estratti:
La tua attività è complessa e plurisfaccettata: scrittore, musicista, performer. Da dove nasce questo “dipanarsi creativo”?
Mi sono sempre sentito “artista della parola”, nel senso che scrivere per me è, oltre che raccontare storie, fare ricerca linguistica, contribuire all’evoluzione naturale del linguaggio. E quindi anche quello della contaminazione linguistica, dello sviluppo dell’ipertesto. E tutto questo non per “sfizi intellettualistici”, tutt’altro. Il mio obiettivo è di avvicinare la cultura “alta” a quella “di strada”, e rendere più aderente il linguaggio al pensiero, che per sua natura (per la fisiologia del nostro cervello) è reticolare e ipertestuale e funziona per rimandi, suggestioni, analogie che si confrontano con il percorso logico, grammaticale del discorso.
Questa ricerca linguistica si può estendere dalla lingua pura ai linguaggi figurativi e sonori, quindi la musica, la pittura e la scultura. Non nego di cimentarmi anche in strani quadri, ma fin da piccolo sono stato, oltre che amante della scrittura, un gran divoratore di musica, ed è in questo settore che mi sono impegnato più a fondo. Il metodo migliore per fruire della musica è sicuramente la performance dal vivo, così penso che il reading sia il miglior metodo per ascoltare la poesia e per alcuni assaggi di narrativa.
I tuoi prossimi progetti?
I miei progetti sono molti, ma posso parlare solo di quelli che quasi sicuramente vedranno la realizzazione. Nel 2013 il mio nick musicale Krell compie 10 anni, e dopo la raccolta in Cd appena uscita, sto lavorando a un Dvd di videoclip per 12 o 13 brani “girati” da diversi videomaker o artisti di vario tipo (musicisti, pittori, ballerini). Dopo questo lavoro Krell smetterà di pubblicare Cd e si dedicherà a ibridazioni musical-artistiche, cioè opere artistiche che in qualche modo conterranno musica.
Sul campo narrativo, sto lavorando a una nuova antologia connettivista e a un romanzo che si dovrebbe allontanare dalla fantascienza.

Frederik Pohl: dalla letteratura al cinema

Un altro gigante della fantascienza purtroppo ci ha lasciato all'età di 93 anni: Frederik Pohl. Vincitore dei premi Nebula e Hugo, i più importanti del panorama letterario fantascientifico, l'autore americano ha saputo lasciare un'impronte indelebile nell'immaginario dei suoi lettori con racconti come Il tunnel sotto il mondo, racconto del 1955 ritenuto oggi uno dei classici della speculative fiction.
Lo stesso racconto ispirò fra l'altro diverse interpretazioni cinematografiche. Nel 1969, il regista italiano Luigi Cozzi esordì con l'omonima pellicola sperimentale, un'interessante satira della società consumistica in cui una piccola comunità è tenuta prigioniera da un gruppo di ricercatori pubblicitari. Come dice la sinossi del regista: "L'azione si svolge nel giorno del 32 di luglio, un giorno che non esiste, e il protagonista è costretto a ripetere in continuazione la stessa esperienza". Sul sito Vimeo è possibile godersi l'incipit del film.
Il bel mediometraggio di Cozzi, tutto sommato, si discostava però non poco dal racconto originale di Pohl. Ma ci sono state anche altre interpretazioni giunte sugli schermi televisivi, queste un po' più fedeli alla trama originale delineata dal maestro della fantascienza.
Out of the Unknown fu un'antologia televisiva britannica prodotta e trasmessa dalla BBC fra il 1965 e il 1971. L'ottavo episodio della seconda stagione, intitolato Tunnel Under the World, reperibile su YouTube, era direttamente ispirato al piccolo capolavoro di Pohl.
Ci sono anche altri racconti dell'autore divenuti col tempo dei classici come Day Million, apparso in Italia col titolo Fra un milione di giorni in diverse antologie, una storia d'amore fra un ragazzo e una ragazza, con la peculiarità che la ragazza è in realtà di sesso maschile. Cliccando qui è possibile ascoltare la storia narrata direttamente dall'autore in un filmato prodotto da Eric Solstein e Benton Bainbridge
Grazie ai suoi bellissimi e intramontabili racconti e romanzi, Pohl sarà sempre ricordato come uno dei più importanti autori di fantascienza sociale, continuando a vivere nei cuori e nell'immaginazione di tutti i suoi lettori.



Gli occhi non vedono soltanto, un microracconto di Isaac Asimov

Dopo la pausa estiva, i post di Kipple riprendono con Isaac Asimov. In questo brevissimo racconto intitolato Gli occhi non vedono soltanto (Eyes Do More Than See), pubblicato per la prima volta in Italia nel 1980 all'interno della raccolta Urania Microfantascienza: altre 44 storie, Asimov ci trasporta in un futuro lontanissimo da noi ma non dalla nostra umanità.

Gli occhi non vedono soltanto
di Isaac Asimov

Dopo centinaia di miliardi di anni improvvisamente egli si pensò come Ames. Non la combinazione di lunghezze d’onda sparse nell’universo che era ora l’equivalente di Ames – ma solo il suo suono. Improvvisamente riemerse in lui il ricordo appena percettibile delle onde sonore che non sentiva più e non poteva più sentire.
Il nuovo progetto stava aguzzando la sua memoria per molte altre vecchie cose, vecchie di interminabili ore cosmiche. Regolò il vortice di energia che costituiva l’intera sua individualità, e le sue linee di forza si estesero attraverso le stelle.Alla fine arrivò il segnale di risposta di Brock.
Certo, pensò Ames, poteva dirlo a Brock. Certamente poteva dirlo a qualcuno.
Il mobile schema energetico di Brock comunicò, in quel suo peculiare modo intimo: «Non sei tu che arrivi, Ames?»
«Naturalmente.»
«Prenderai parte alla gara?»
«Sì!» Le linee di forza di Ames pulsarono capricciosamente.
«Assolutamente sì. Ho pensato a una forma d’arte del tutto nuova. Qualche cosa di veramente insolito.»
«Che spreco di energia! Come puoi pensare che una nuova variazione non sia già stata pensata in duecento miliardi di anni? Non ci può essere nulla di nuovo.»
Per un momento Brock andò fuori fase, spezzando l’intimità del contatto, e Ames dovette
affrettarsi a correggere le sue linee di forza. Così facendo, percepì gli impulsi di pensieri-altri, la visione delle galassie polverizzate contro il velluto del nulla, e le linee di forza pulsanti in moltitudini infinite di vite-energia, sparse tra le galassie.
Ames disse: «Ti prego, assorbì i miei pensieri, Brock. Non escludermi. Ho pensato di manipolare la Materia. Immagina! Una sinfonia di Materia. Perché perdere tempo con l’Energia? Certo che non c’è nulla di nuovo nell’Energia; come potrebbe esserci? Non dimostra questo che dobbiamo occuparci della Materia?»
«Materia!»
Ames interpretò le vibrazioni energetiche di Brock come segno di disgusto.Insistette.
«Perché no? Noi stessi eravamo Materia un tempo – un tempo lontano... Oh, triliardi di anni or sono. Perché non costruire oggetti con un elemento materiale, o forme astratte, o – ascolta, Brock – perché non fabbricare un’imitazione di noi stessi con la Materia, di noi stessi come eravamo un tempo?»
Brock disse: «Io non ricordo come eravamo. Nessuno lo ricorda.»
«Io sì» disse Ames energicamente. «Da tempo non ho pensato ad altro e sto cominciando a ricordare. Brock, lascia che ti faccia vedere. Dimmi se ho ragione. Dimmelo!»
«No. È stupido. È... ripugnante.»
«Lasciami provare, Brock. Siamo stati amici; abbiamo pulsato insieme energia fin dall’inizio, fin dal momento in cui siamo diventati quel che siamo. Brock, ti prego!»
«E va bene. Ma fa’ in fretta.»
Ames non aveva provato un simile fremito almeno da... beh, come dire quanto! Ma se provava ora per Brock e funzionava, avrebbe potuto azzardarsi a manipolare la Materia davanti al consesso degli esseri-energia, che avevano così tetramente atteso, per eoni dopo eoni, qualcosa di nuovo.

La Materia era rara e impalpabile lassù tra le galassie, ma Ames la riunì, raccogliendola molecola dopo molecola per migliaia di anni luce, scegliendo accuratamente gli atomi, ottenendo gradatamente una consistenza argillosa, costringendola in una forma ovoidale che si distese sotto di lui.
«Non ti ricordi, Brock?» chiese dolcemente. «Non era qualcosa del genere?»
Il vortice di Brock vibrò in perfetta fase. «Non farmi ricordare. Io nonricordo.»
«Questa era la testa. La chiamavano così, la testa. Lo ricordo così bene che voglio dirtelo. Intendo con il suono.»
«Fece una pausa, poi disse:»
«Guarda, te lo ricordi? Sulla parte superiore dell’ovoide apparve TESTA.»
«Che cos’è?»
«Questa è la parola per testa. Cioè i simboli che traducono la parola in suoni. Dimmi che ti ricordi, Brock!»
«C’era qualcosa» disse Brock esitando «qualcosa nel mezzo.»
Si formò sull’ovoide una protuberanza verticale.
Ames disse: «Sì! Il naso, ecco cos’è!» E sulla protuberanza apparve naso.
«E questi, sui due lati, sono gli occhi – OCCHIO DESTRO, OCCHIO SINISTRO.»
Ames rimirò la sua creazione. Le sue linee di forza pulsarono lentamente.
Era sicuro che quella cosa gli piacesse?
«Bocca» disse, con un lieve tremito «e mento, e pomo d’Adamo, e clavicole. Come mi ritornano questi nomi.»
«Essi apparvero sulla forma. Brock disse:» Non li ho pensati per migliaia di miliardi di anni. Perché me li hai ricordati? Perché? Ames non rispose, momentaneamente perso nei suoi pensieri.
«Qualcos’altro. Organi per sentire. Qualcosa per ricevere le onde sonore. Orecchie! Dove erano? Non ricordo dove vanno messe.»
Brock gridò: «Lascia perdere! Le orecchie e tutto il resto! Non ricordare!»
Ames disse, incerto: «Che c’è di male a ricordare?»
«C’è che l’esterno non era così sgradevole e freddo, ma caldo e piacevole. C’è che gli occhi erano teneri e vivi, e le labbra della bocca tremavano ederano morbide su di me.»
Le linee di forza di Brock fremettero palpitanti.
Ames disse: «Perdonami! Perdonami, ti prego!»
«Mi stai ricordando che una volta ero una donna e conoscevo l’amore; che gli occhi potevano fare di più che vedere, mentre non ho più nulla ora per farlo.»
Rabbiosamente, Brock aggiunse materia a quell’abbozzo di testa e disse: «Lascia allora che quegli occhi lo facciano» poi si girò e fuggì via.
E Ames vide e ricordò che una volta anche lui era stato un uomo. La violenza del suo vortice spaccò in due la testa ed egli corse via attraverso le galassie, inseguendo la traccia-energia di Brock.
Ricordò la condanna senza fine della vita.
E gli occhi della testa spaccata di Materia continuarono a luccicare della poltiglia che Brock vi aveva aggiunto a rappresentare le lacrime. Quella testa di Materia bruta fece ciò che gli esseri-energia non potevano più fare e pianse per tutta l’umanità, e per l’effimera bellezza dei corpi cui una volta essi avevano rinunciato, qualche triliardo di anni prima.

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