Chuck Palahniuk: le regole per scrivere bene

Una settimana fa abbiamo illustrato le otto regole di Kurt Vonnegut per scrivere narrativa breve. Oggi illustreremo invece altre regole, questa volta di un autore che, pur non essendo esclusivamente un autore di fantascienza, ha abbracciato almeno in un'occasione il genere con il suo ottimo romanzo Rabbia: Chuck Palahniuk. 
La parola all'autore:

Vent’anni fa, a Natale, camminavo con un’amica nel centro di Portland. I grandi magazzini: Meier&Frank… Fredrick&Nelson… Nordstroms… le loro grandi vetrine mostravano tutte un’unica semplice scena: un manichino o una bottiglia in mezzo alla neve finta. Ma le vetrine di J.J. Newberry, dannazione!, erano strapiene di bambole e decorazioni e spatole e set di cacciaviti e cuscini, aspirapolvere, stampelle di plastica, gerbilli, fiori di seta, caramelle – insomma, avete capito. Ogni singolo oggetto era prezzato con un tondo cartoncino rosso-sbiadito. Passandoci accanto, la mia amica Laurie guardò attentamente e disse: «La loro filosofia per allestire vetrine deve essere: “Se la vetrina non va ancora bene, mettici più roba”». Fece il commento giusto al momento gusto, e se lo ricordo ancora dopo vent’anni è perché mi ha fatto ridere. Le altre, graziose vetrine… sono sicuro che fossero eleganti e raffinate, ma proprio non ricordo com’erano allestite. Per questo articolo, il mio obiettivo è metterci più roba possibile. Fare una specie di calza natalizia di idee con la speranza che qualcosa risulti utile. O impacchettare un regalo per i lettori infilandoci caramelle e uno scoiattolo e un libro e qualche giocattolo e una collana, sperando che la varietà sia sufficiente a garantire che vi sia qualcosa di totalmente stupido ma anche qualcosa di perfetto.

1. Due anni fa, il primo di questi saggi che scrissi riguardava il mio metodo di scrittura a “timer da cucina”. Non hai mai letto questo saggio, ma ecco il metodo: quando non ti va di scrivere, imposta un timer da cucina su un’ora (o mezz’ora) e siediti a scrivere finché il timer non suona. Se ancora non ti va di scrivere, sarai comunque libero in un’ora. Ma di solito, non appena il timer suona, sarai così coinvolto e divertito dal lavoro che continuerai. Al posto del timer, puoi azionare una lavatrice o una lavastoviglie e usarle come cronometro. Alternare all’impegno della scrittura il lavoro ripetitivo di queste macchine ti darà le pause necessarie per le nuove idee e le intuizioni di cui hai bisogno. Se poi non sai come continuare la storia… pulisci il bagno, cambia le lenzuola, per amor del cielo!, spolvera il computer. Arriverà una idea migliore.

2. Il tuo pubblico è più intelligente di quanto immagini. Non aver paura di sperimentare nuove forme narrative e temporali. La mia personale teoria è che i lettori di oggi disdegnano molti libri non perché questi lettori siano più stupidi di quelli del passato, ma perché sono più intelligenti. Il cinema ci ha resi molto sofisticati riguardo alla narrazione. Il tuo pubblico è più difficile da shockare di quanto tu possa immaginare.

3. Prima di sederti a scrivere una scena, ripassala più volte a mente così da conoscere lo scopo di quella scena. A quali scene precedenti si salderà? Che cosa disporrà per quelle successive? Come porterà avanti il tuo plot? Mentre lavori, guidi, fai ginnastica, tieni a mente solo questa domanda. Prendi nota delle nuove idee. E soltanto quando avrai deciso lo scheletro della scena, siediti e scrivilo. Non metterti davanti a quell’impolverato e noioso computer senza avere qualcosa in mente. Non sfiancare il tuo lettore con una scena in cui succede poco o niente.

4. Sorprenditi. Se riesci a portare la storia – o se la storia porta te – in un posto che ti stupisce, allora potrai sorprendere il tuo lettore. Nel momento in cui riesci a vedere chiaramente una sorpresa, lì ci sono delle possibilità e così sarà per il tuo sofisticato lettore.

5. Quando sei bloccato, torna indietro e leggi le prime scene, cerca personaggi dimenticati o dettagli da riutilizzare come assi nella manica. Quando ho finito di scrivere Fight Club, non avevo idea di cosa fare con il palazzo degli uffici. Ma rileggendo la prima scena, trovai delle note su come mescolare la nitroglicerina con la paraffina e su quanto non fosse un metodo sicuro per farne un esplosivo al plastico. Questa sciocchezza (non ho mai avuto nulla a che fare con la paraffina) fu il perfetto asso nella manica da tirare fuori alla fine per salvare il culo alla mia storia.

6. Usa la scrittura come scusa per organizzare una festa a settimana, anche se chiamerai quella festa “workshop”. Ogni volta che passi del tempo tra persone che valorizzano e sostengono la scrittura, bilancerai tutte le ore che trascorri da solo scrivendo. Anche se un giorno piazzerai il tuo libro, nessuna somma di denaro potrà ricompensarti di tutto il tempo trascorso da solo. Quindi, prenditi un anticipo sulla paga, fai della scrittura una scusa per stare in mezzo agli altri. Alla fine della tua vita, credimi, non vorrai guardare indietro per assaporare i momenti in cui sei stato solo.

7. Accetta l’Ignoto. Questo piccolo consiglio viene da un centinaio di persone famose, da Tom Spanbauer a me e ora a te. Più a lungo permetti alla tua storia di prender forma, migliore sarà la forma che avrà. Non forzare né affrettare la fine di una storia o di un libro. Tutto ciò che devi conoscere è la scena successiva, o poche scene successive. Non devi conoscere ogni momento fino al finale. Se così fosse, scrivere sarà noioso da morire.

8. Se hai bisogno di più libertà per la storia, bozza dopo bozza, cambia il nome dei personaggi. I personaggi non sono reali, e non sono te. Cambiandone arbitrariamente i nomi, puoi trovare la distanza di cui hai bisogno per tormentare veramente un personaggio. O peggio, eliminarlo, se è ciò di cui la storia ha bisogno.

10. Scrivi il libro che vorresti leggere.

11. Fatti le foto per la bandella ora che sei giovane. E tieniti i negativi e i diritti.

12. Scrivi di cose che davvero ti fanno arrabbiare. Sono le uniche cose di cui vale la pena scrivere. Nel suo corso, chiamato “Scrittura pericolosa”, Tom Spanbauer sottolinea che la vita è troppo preziosa per passarla a scrivere storie noiose e convenzionali con le quali non hai nessun legame. Ci sono tante cose di cui Tom ha parlato ma ne ricordo solo mezza: l’arte della “manomissione”, che non so spiegare, ma ho capito che ha a che fare con la cura che ci metti per emozionare un lettore attraverso i passaggi di una storia; e la “sous conversation” che penso indichi il messaggio nascosto e sepolto sotto l’evidenza. Poiché non sono a mio agio nel descrivere cose che ho capito a metà, Tom ha deciso che scriverà un libro sul workshop e le sue idee.

13. Un’altra storia di vetrine natalizie. Quasi ogni mattina faccio colazione nello stesso locale e questa mattina un uomo stava decorando le finestre con disegni natalizi. Un pupazzo di neve. Fiocchi di neve. Campane. Babbo Natale. Se ne stava sul marciapiede, dipingendo nel freddo gelido, col fiato fumante, alternando pennellate e rullate di differenti colori. Nel locale, i clienti e i camerieri lo osservavano stendere vernice rossa, bianca e blu al di fuori delle grandi finestre. Dietro di lui la pioggia intanto era diventata neve, spinta di traverso dal vento. I capelli del pittore erano di tutte le sfumature di grigio e la sua faccia pigra e rugosa come il culo vuoto dei suoi jeans. Tra un colore e un altro, si fermava a bere qualcosa da un bicchiere di carta. Qualcuno, guardandolo dall’interno, disse – tra un uovo e un toast – che era triste. Probabilmente, disse questo cliente, l’uomo era un artista fallito. Probabilmente c’era del whisky dentro il bicchiere. Probabilmente aveva lo studio pieno di dipinti mal riusciti e ora per vivere faceva decorazioni per ristoranti da quattro soldi e vetrine di alimentari. Davvero triste, triste, triste. Questo pittore continuava a mettere i colori. Prima tutto il bianco “neve”. Poi qualche passata di rosso e verde. Poi qualche linea che dava forma ai colori in calze natalizie e alberi. Un cameriere che girava fra i tavoli versando caffè alle persone, disse: “È così preciso. Vorrei saperlo fare anch’io…”. E per quanto potessimo provare invidia o compassione per quel tizio nel freddo, lui continuava a dipingere. Aggiungendo dettagli e strati di colore. E non so quando accadde, ma a un certo punto lui non c’era più. Le immagini stesse erano così ricche, riempivano la vetrina così bene, i colori erano così vividi, che il pittore se ne andò. Che fosse un fallito o un eroe. Sparì, andato chissà dove e tutto ciò che vedevamo era il suo lavoro.

Premio Kipple 2013 verso la scadenza

Si avvicina la scadenza del Premio Kipple 2013, che cadrà il 30 giugno 2013. Una tenzone tra i migliori romanzi di SF, nelle sue varie declinazioni, premiata con l'uscita cartacea ed eBook, come nella tradizione d'avanguardia Kipple.

Dal bando:
1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, neppure parzialmente. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 150 cartelle dattiloscritte e massima di 250 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).
2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico. Non saranno ammesse opere di fantasy o urban fantasy.
I generi ammessi sono:
- fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk)
- narrativa di anticipazione
- neo-noir (thriller e new weird)
- horror
Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.
3) È possibile partecipare con più opere.
4) La quota di partecipazione è fissata in 20 € per ogni opera, da accreditare entro il 30 giugno 2013
sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Kipple 2013”
oppure tramite bonifico con le coordinate bancarie:
IBAN IT95W  07601 01600 000043103274 intestato a Gianluca Cremoni
con causale “Premio Kipple 2013”
Attendiamo i vostri lavori. Di tempo rimasto non ce n'è molto.

Fermate i killer robot, l'appello dello Human Rights Watch

Lo Human Rights Watch, organizzazione internazionale non governativa per la difesa dei diritti umani, ha lanciato un appello per mettere in guardia le persone sul potenziale pericolo dei "robot killer". L'organizzazione si riferisce a robot capaci di eseguire azioni militari o di controllo dell'ordine pubblico autonomamente. Fra meno di un decennio, afferma lo HRW, queste macchine potrebbero divenire una realtà. 
Gli scenari apocalittici illustrati dalla fantascienza sono tanti, alcuni come quello di Terminator e The Matrix divenuti ormai parte della cultura popolare. A questo pericolo, Isaac Asimov reagì formulando le tre regole a cui tutti i suoi robot positronici dovevano obbedire:


  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. 
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Queste leggi sembrerebbero adeguate a proteggerci da un olocausto robotico - in teoria. In pratica è tutt'altra cosa. Un robot per essere utile agli scopi delle forze militari o di polizia non potrebbe mai inglobare queste tre leggi, in quanto lo scopo di queste macchine sarebbe appunto quello di mantenere l'ordine e, se necessario, usare la forza con scopo letale. 
In realtà si tratta di una realtà che stiamo già vivendo, se non altro in parte. Le vittime civili dei droni americani in Afghanistan ormai non si contano. Di recente, in occasione della Navy League's Sea-Air-Space Exposition, la Boeing ha svelato i suoi progetti per l'F/A-XX, caccia stealth di sesta generazione che verrà prodotto in due versioni: una pilotata, l'altra no. Il drone stealth X-47B capace di operare autonomamente è già passato alla fase di collaudo sulle portaerei. E DARPA, la Defense Advanced Research Projects Agency, lavora già da tempo ai primi robot umanoidi (e non). 
Così come hanno già fatto in passato, le macchine potrebbero aprire nuovi orizzonti per l'uomo. Tutto dipende però dal loro uso. Forse, proprio per questo, l'appello dello HRW andrebbe preso molto sul serio.


   

Kurt Vonnegut: le otto regole per scrivere un racconto breve

Fate in modo che i vostri lettori non pensino di aver sprecato tempo per leggervi. Questo è uno dei consigli di Kurt Vonnegut (1922 - 2007) su come scrivere un racconto breve, forse il più essenziale. Mattatoio n.5; La colazione dei campioni; e Dio la benedica, Mr Rosewater o perle ai porci sono alcuni dei romanzi più noti dell'autore. Ma Vonnegut ha saputo eccellere anche nel campo della narrativa breve, anche grazie all'immediatezza del suo stile che vuole essere essenziale per comunicare l'essenziale, come possiamo ammirare ad esempio nella raccolta Guarda l'uccellino pubblicata postuma nel 2009 (in Italia solo nel 2012 da Feltrinelli). 
Seguono tutte le otto regole di Vonnegut, che potete sentire pronunciate da lui stesso cliccando qui. Come sempre in questi casi, uno può essere d'accordo con tutti o nessuno dei consigli. In ogni modo servono però a riflettere.

  1. Fate in modo che i vostri lettori non pensino di aver sprecato tempo per leggervi. 
  2. Date al lettore almeno un personaggio per cui possa fare apertamente il tifo. 
  3. Ogni personaggio che si rispetti deve volere qualcosa, fosse anche solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una di queste due cose: rivelare un personaggio o portare avanti l’azione.
  5. Iniziate la narrazione il più possibile vicino alla fine.
  6. Siate sadici. Non importa quanto sia dolce, amabile e simpatico il protagonista del vostro racconto: fategli accadere cose terribili, in modo che il lettore possa vedere di che è pasta è fatto.
  7. Scrivete pensando di essere graditi a un lettore solo. Se si pensa di poter piacere a tutti, non si piacerà a nessuno.
  8. Date al lettore più informazioni possibili, il più presto possibile. Al diavolo la suspense. I lettori devono avere una completa comprensione di ciò che accade, del quando e del perché. Dategli l’impressione che potrebbero aver scritto loro stessi la vostra storia, con facilità.

SF Cover Explorer: migliaia di copertine di fantascienza da esplorare

La fantascienza non nasce nelle riviste pulp. Al contrario, le precede di molto. Già nel XIX secolo Jules Verne scriveva capolavori come Viaggio al centro della Terra. Malgrado ciò, è proprio grazie a esse che la fantascienza  si è diffusa su larga scala, conquistando un vastissimo pubblico. Questo fu l'aspetto positivo della diffusione della fantascienza nelle riviste pulp. Quello negativo fu che purtroppo ancora oggi il genere viene per questo considerato di serie B. 
Ma, se si mettono da parte certi pregiudizi sterili, possiamo renderci conto di come l'universo delle riviste pulp abbia permesso alla fantascienza di esprimersi visualmente con delle bellissime copertine, tradizione che continua ancora oggi, anche in Italia con grandissimi artisti come Franco Brambilla, illustratore Urania.
SF Cover Explorer, a cui potrete accedere cliccando su questo link, offre la possibilità di curiosare con un semplice clic del mouse in mezzo a migliaia di copertine di fantascienza.


Viaggio nella luna, il primo film di fantascienza a colori

L'immagine della navicella che colpisce la luna in un occhio è una di quelle entrate far parte indelebilmente dell'immaginario collettivo. La scena è tratta da Le voyage dans le lune (Viaggio nella luna) realizzato da Georges Méliès nel 1902. Parodia ispirata ai romanzi di Jules Verne ed H.G. Wells, si tratta del primo film di fantascienza della storia. Per quanto la versione più nota sia quella in bianco e nero, in realtà il film originale era a colori. Potrà sembrare strano, ma i colori venivano infatti applicati a mano in fase di post-produzione. Gli originali a colori sono stati persi. O per lo meno così si credeva finché nel 1993 un anonimo non donò alla Filmoteca de Cataluna una copia a colori. La pellicola purtroppo era in pessime condizioni. Fu necessaria la notevole somma di 400.000 euro per portare a termine il restauro. Ma oggi per fortuna, grazie a questa donazione anonima di importanza culturale immensa, possiamo ammirare di nuovo il look vivace delle copie originali. Segue il film integrale a colori con l'accompagnamento musicale originale:



Recensione a Il canto oscuro @ FantasyMagazine.it

Recensione attenta e particolare quella che è apparsa, su FantasyMagazine, al romanzo vincitore del Premio Kipple 2011: Il canto oscuro, di Alessio Brugnoli. Emanuele Manco analizza punto per punto il romanzo, e trae delle conclusioni, sintetizzate in parte da questo passo:
Se i più saranno divertiti dalle varie figure storiche inserite nel romanzo, una per tutte Guglielmo Marconi, a chi conosce la vita di Alan Turing non potrà che saltare all'occhio la figura della vittima, il matematico inglese omosessuale Alan Stuart, finito nel mezzo di una storia più grande di lui.
Molti sono i paralleli tra la figura reale e il suo alter-ego nel libro, che diventa un protagonista, mediante il racconto di chi lo ha conosciuto, anche se è morto dalla prima pagina.
Lode al coraggio di rendere protagonista di un romanzo una figura così controversa, pur se di acclarato valore nella storia della scienza.
Tante sono le ipotesi di intrigo sulla morte di Turing che però non hanno mai trovato conferma. Nel 1951 denunciò un furto subìto in casa, probabilmente da un conoscente di un suo amante. All'epoca in Gran Bretagna l'omosessualità era un reato. Pertanto Turing fu condannato a cure ormonali che ne minarono la psiche, oltre che provocargli danni fisici. Il 7 giugno del 1954 fu trovato morto accanto a una mela morsicata intrisa nel cianuro. In realtà l'autopsia non fu mai eseguita ed esistono ora delle tesi che ipotizzano risposte diverse a quello che fu decretato all'epoca, ossia che lo scienziato si sia suicidato.
Quello di Brugnoli è anche un omaggio a queste ipotesi.
Un romanzo da leggere con avidità e curiosità.
Vi ricordiamo che il romanzo è in cartaceo ed eBook senza DRM, ordinabili qui.

Trans-Human Express recensito su Strani Giorni


Ettore Fobo ha pubblicato sul blog Strani Giorni una recensione entusiasta del romanzo Trans-Human Express di Lukha B. Kremo, pubblicato nei mesi scorsi dalla nostra casa editrice. 

Vogliamo condividere con voi due piccoli estratti dalla sua critica, che ci onora e ci spinge a non deviare dal nostro percorso di editori piccoli, ma, lasciatecelo dire, di qualità.

Ettore scrive:

E’ un romanzo in cui la fantascienza è usata per indagare alcune ossessioni  tutte contemporanee: la paura della fine del mondo, con relative guerre atomiche,  catastrofi climatiche e pericolosi asteroidi in rotta di collisione con la Terra,  le intelligenze artificiali, con il relativo timore umano di essere soverchiati da esse, l’enorme diffusione dell’informatica, le tensioni sociali espresse dai movimenti anarco – insurrezionalisti, l’incapacità della classe politica nel gestire tutto questo coacervo di contraddizioni.

E ancora:

La scrittura è affascinante, la trama labirintica è avvincente, e il romanzo si rivela un ottimo esempio di un genere, la fantascienza, troppo spesso ingiustamente relegato al rango di sottoprodotto letterario. Quello che colpisce nel romanzo è la sua ricchezza, la sua densità, in un vertiginoso susseguirsi di eventi esso procede con sicurezza verso l’esito finale in cui tutti i nodi si sciolgono.

La clonazione nella fantascienza: da Huxley alla nuova serie tv Orphan Black

Clonazione. Un tema di cui la fantascienza, per ovvie ragioni, si è sempre interessata. È l'aspetto etico sopratutto a destare interesse. Cosa accadrebbe se consentissimo alla scienza di clonare gli esseri umani? 
Aldous Huxley affrontò la questione, in modo egregio e profondo, nel suo capolavoro Il mondo nuovo, dove la clonazione umana diventa strumento di specializzazione trasformando le classi sociali in classi sociobiologiche, ovvero differenziate anche dalla costituzione fisica e non solo da quella culturale.
Di recente, lo scrittore britannico di origini nipponiche Kazuo Ishiguro ha affrontato il tema con il suo romanzo distopico Non lasciarmi, giudicato dalla celeberrima rivista Time miglior romanzo del 2005. Cinque anni dopo, nel 2010, il romanzo è stato portato sullo schermo da Mark Romanek. La fantascienza ha infatti affrontato il tema anche in ambito cinematografico e televisivo. 
Orphan Black è la nuova serie televisiva trasmessa da BBC America che tratta proprio questo delicato argomento. Il ritmo serrato, una narrazione coerente, l'ottima fotografia e la presenza della bella protagonista Sarah (Tatiana Maslany) rendono questa nuova serie tv di fantascienza degna di attenzione. 
Le opinioni riguardo alla clonazione sono tante e divergenti. I parametri etici sono delicatissimi. Ma se non altro possiamo affidarci alla fantascienza per sbirciare le tante alternative, belle e brutte, che le nuove tecnologie ci offrono, per giungere a una nostra opinione individuale.
Segue il trailer di Orphan Black:





Il vangelo secondo Philip K. Dick, un documentario

Philip K. DIck, uno dei più grandi autori del secolo passato, ha saputo sviluppare un proprio linguaggio, una voce distintiva, che l'ha reso importante non solo nel contesto strettamente fantascientifico ma anche nella cultura popolare. Tanti sono i film ispirati alle sue opere, da Blade Runner a Minority Report. I suoi romanzi vengono in alcuni casi considerati postmoderni, un riflesso accurato della società in cui viviamo. Conoscere, per quanto possibile, quali sono le influenze e le circostanze che hanno determinato la vita di Dick può per questo aiutarci a capire quali sono i fattori che determinano anche il nostro modo di percepire la realtà sociale. Segue un estratto sottotitolato in italiano del documentario Il vangelo secondo Philip K. Dick di Mark Steensland e Andy Massigli che fa proprio questo, analizzando la vita dell'autore attraverso gli occhi delle persone che lo hanno conosciuto. 




Science Fiction and Other Suspect Ruminations, un ottimo blog di fantascienza

Sono tanti i blogger che, motivati dalla passione per il genere, decidono di dedicare uno spazio virtuale alla fantascienza. Alcuni lo fanno terribilmente bene, riuscendo non solo a comunicare la loro genuina passione, ma anche a raccogliere parecchio materiale che altrimenti rimarrebbe sparso nella vastità incalcolabile di internet. Uno di questi è Joachim Boaz. Science Fiction and Other Suspect Ruminations, pur essendo scritto in inglese, è accessibile a chiunque, anche perché contiene non solo recensioni. Navigando fra le pagine del blog, infatti, ci imbattiamo in centinaia di copertine della golden age raggruppate a seconda del tema. Segue un piccolo assaggio, tratto dalla sezione Nuclear Explosions + Mushroom Clouds! Ma basta cliccare su questo link per apprezzare la vastità della collezione di copertine del blog.








Prima recensione per All'Inferno Savoia!

A pochi giorni dall’uscita di All’Inferno Savoia!, visionaria antologia di racconti ucronici e steampunk firmati dal nostro Alessandro Forlani, Alessandro "Alex" Girola - che qui ringraziamo - ha pubblicato sul suo blog Plutonia Experiment una recensione a dir poco stellare dell'eBook di Alessandro.

Un piccolo estratto dalla recensione:

Per giungere in fretta a un giudizio – ancor prima di argomentarlo – vi dico che All’Inferno Savoia! dovrebbe diventare una perla preziosa per tutti i lettori italiani assetati di letture di fantasia fatte tanto per divertire, quanto per arricchire. Forlani è infatti uno dei rarissimi autori del Belpaese che riesce a coniugare le due cose senza sbilanciarsi in un senso o nell’altro.
Elegantissimo nello stile, acculturato nella ricostruzione/rielaborazione storica, spassoso nel tracciare storie che non si ammantano di unitile, italica demagogia, lasciando invece spazio alla goduria del divertimento.

Vincitore del Premio Short-Kipple 2013 è...

Il prestigioso Premio Short-Kipple, giunto all'edizione 2013 e dedicato ai migliori racconti fantastici, ha visto svolgersi un'aspra battaglia tra i vari contendenti. Non è stato facile designare il vincitore, ma ora eccolo qui: Paolo Durando, con I transmortali.
La redazione Kipple vuole complimentarsi con Paolo per la bella vittoria e annuncia che presto sarà disponibile l'eBook - senza DRM, in ePub e mobi - per il download, ai soliti prezzi stracciati. Continuate a seguirci per i prossimi aggiornamenti.

e-Doll a teatro

Cogliamo l'occasione di segnalare a nostra volta, dopo la news diffusa da Fantascienza.com, che il romanzo di Francesco Verso, e-Doll, è approdato a teatro.
Il 5 aprile 2013, a partire dalle ore 20:30, al Teatro Valle Occupato, in via del Teatro Valle a Roma, all’interno del festival Da Mieli a Queer, verrà proposta agli spettatori una rappresentazione che è una vera e propria anteprima della versione teatrale del romanzo, La Scena del Dungeon: Incontro con Berenice Cubarskij.
Vi ricordiamo che e-Doll è stato Premio Urania e poi è stato ripubblicato da noi di Kipple in formato eBook no DRM, rivisto completamente nella sua forma dall'autore al quale formuliamo il nostro "in bocca al lupo".

Kipple finalista al Premio Italia 2013

Da Fantascienza.com apprendiamo i finalisti del Premio Italia 2013; tra di essi, alcune segnalazioni Kipple che non possono che farci piacere. In particolare parliamo di:

Collana

Avatar (Kipple)

Operatore artistico (non in altre categorie)

Lukha Kremo Baroncinij

Romanzo o antologia personale — Fantascienza

Trans-human Express di Lukha B. Kremo (Kipple)
Per la fase finale chiediamo ai nostri sostenitori di votare questi candidati, per completare questa festa già notevole così. Grazie a tutti!

Codice morto di Giovanni De Matteo: una recensione

Intensità. Forse è questa la parola che più di ogni altra descrive l'anima di Codice morto, la nuova novella del talentuoso autore di fantascienza Giovanni De Matteo, vincitore di prestigiosi concorsi come il Premio Robot e il Premio Urania e fra i fondatori del fanzine connettivista NeXT. 
Lo stile preciso e dettagliato dell'autore catapultano il lettore nelle scene descritte, dandogli la sensazione di viverle in prima persona. È proprio l'abilità narratrice di Giovanni De Matteo che rende questo possibile, imprimendo la storia nell'immaginazione del lettore che non può far a meno di sentirsene partecipe. Ne risulta appunto una lettura intensa, come detto in apertura, con personaggi delineati egregiamente, credibili, senza però sacrificare il sense of wonder.
Gli ingredienti dell'ottima fantascienza ci sono quindi tutti: la storia coinvolgente, lo stile intenso e quel provocare costantemente l'immaginazione del lettore come solo i grandi autori riescono a fare. Il risultato è una lettura che di sicuro non può deludere l'appassionato del genere.
L'ebook è reperibile qui al prezzo di un caffè.

Codice Morto, la mappa



Giovanni De Matteo ha pubblicato sul blog Uno strano attrattore una sorta di guida iniziatica ai luoghi reali - ma anche trasfigurati dalla fervida immaginazione dello scrittore - in cui è ambientata la vicenda, drammatica e a tratti anche struggente, narrata con stile immaginifico in Codice Morto, racconto da poco pubblicato  da Kipple Officina Libraria.

Una buona occasione per approfondire e meglio comprendere le suggestioni e le connessioni offerte dai molteplici livelli di lettura del testo, uno dei più ispirati di Giovanni

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