Fredric Brown: un racconto anomalo


Edgar Allan Poe scrisse una volta che un racconto breve, per funzionare, non deve avere nemmeno una sola parola in eccesso. Ogni dettaglio, fino all'ultima virgola, deve essere essenziale alle dinamiche del racconto. Se questo è vero per i racconti brevi, lo ancora di più per quelli brevissimi, oltreoceano chiamati flash fiction.
Fredric Brown, scrittore statunitense di fantascienza, anche se non disdegnava affatto nemmeno i gialli, è stato forse uno dei migliori scrittori del secolo passato, se non altro per quanto riguarda quel tipo di racconti che possono essere letti tutto d'un fiato.
Nella sua carriera scrisse anche diversi romanzi, come potete constatare consultando la sua bibliografia sul sito Catalogo Vegetti della letteratura fantastica. Ma sono i pezzi brevissimi, dove abbondano effetto sorpresa, ironia e abilità, che lo hanno reso memorabile. La Risposta, un classico del genere, ne è un esempio perfetto. Ma seguendo il link in coda a questo post avrete invece il piacere di leggere qualcosa di diverso, un breve brano del 1955 un po' anomalo. Infatti mancano gli elementi sopra citati. Non ci sono particolari effetti sorpresa. Quello che c'è però è il sense of wonder, lo spirito che da sempre ha accompagnato la miglior fantascienza. 
Eccovi il racconto Immaginatevi.

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